Una settimana fa il giovane Daniele Botti ha scritto un post su Facebook in cui esprimeva la propria rabbia e il proprio disappunto contro i furti che hanno bersagliato per più volte la propria casa dove vive con i genitori, fratelli e con una bimba in affido temporaneo.

Subito il post è diventato virale al punto da essere condiviso migliaia di volte ed essere ‘rimbalzato’ nelle varie aree d’Italia, mentre sul nostro portale l’articolo ad esso dedicato ha totalizzato oltre 150.000 letture.

sfogo 2

Daniele Botti

Questi numeri hanno fatto si che tutta l’opinione pubblica si interessasse alle parole e al punto di vista di Daniele che è riuscito a condensare il proprio pensiero senza cadere in facili momenti di populismo e razzismo; esprimendo, invece, in maniera oggettiva la difficile situazione di chi vive nella periferia della città.

Abbiamo deciso di contattare Daniele per sapere cosa è accaduto da quel giorno in cui mezza Italia ha letto della sua storia.

Qual era il fine del tuo messaggio? Una richiesta di aiuto o uno sfogo?

Il mio è stato uno sfogo sicuramente, ma molto più è voluto essere una provocazione con un taglio differente da quello visto negli ultimi mesi sul territorio ferrarese. Ci siamo contraddistinti come città razzista e ho cercato seppur con qualche parola troppo “forte”, di fare un punto della situazione in maniera educata, razionale e il più possibile oggettiva.

Come è stata trattata la tua vicenda da parte delle istituzioni? Hai avuto dei contatti con dei politici locali?

Ho avuto contatti con tre politici del territorio: due consiglieri comunali, nonchè Alessandro Talmelli (PD) e Federico Balboni (M5S), che mi hanno fatto viva la loro vicinanza alla mia famiglia per quello che ci era successo, incitandomi a non mollare nella mia battaglia; e infine con Andrea Raimondi negli ormai celebri commenti al post da 3000 likes. Prima un “botta e risposta” abbastanza deciso con alcune sue affermazioni che mi hanno personalmente offeso, poi le sue scuse da me assolutamente accettate per un finale comunque all’insegna dell’educazione e del dibattito civile.

Il post ha raggiunto anche la bacheca di Marcella Zappaterra, Consigliere dell’Assemblea Legislativa Regionale, che ha però rimosso il mio post dalla sua bacheca, minimizzando l’accaduto con un commento di nemmeno due righe scontato e superficiale.

La tua vicenda ha toccato gli animi di molte persone, come potrebbero esserti di aiuto?

Questa vicenda ha sicuramente mosso una quantità di persone pazzesca, che ringrazio una per una per la solidarietà dimostrata con centinaia di messaggi e richieste d’amicizia, e migliaia di likes e condivisioni. Purtroppo l’unico modo che hanno per sostenere la causa è quella di continuare con me a far sentire la propria voce nella battaglia contro l’illegalità, cercando di smuovere le forze politiche.

 

 

 

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