Giunta alla sua 42esima edizione, Arte Fiera ha stupito anche quest’anno i suoi spettatori con le opere di ben 182 artisti ed espositori, rivolgendo un’attenzione particolare alle gallerie italiane.

Angela Vettese, direttore artistico e curatrice del convegno internazionale “Tra mostra e fiera: entre chien et loup”, ha mantenuto il taglio della scorsa edizione seppur con l’apporto di svariate novità in grado di valorizzare le proposte della città di Bologna, tra cui FICO, la Cineteca, il Teatro Comunale, musei e l’Università.

La vista e lo sguardo, temi portanti della manifestazione, hanno portato i visitatori a eleggere il proprio percorso, facendo leva non solo su generi e tendenze, ma soprattutto sulla curiosità. Ha valorizzato la Main Section la sottosezione Modernity, un concentrato di arte moderna da non intendere come corrente dei primi del ‘900, ma piuttosto come espressione dell’attualità. Allo scopo, undici tra gli artisti selezionati hanno potuto esporre i loro lavori. Arte Fiera non ha voluto inserire linee di demarcazione tra il moderno e il contemporaneo, che si mescolano indistintamente nel tentativo di creare un percorso di dialogo armonioso tra le opere del passato e quelle odierne, per favorire il superamento delle etichette e stimolate sempre più l’interesse del pubblico e la critica.

Anche il rapporto con la città è stato rafforzato con installazioni posizionate nei maggiori punti di interesse: si tratta della sezione Polis, ulteriormente arricchita da una rassegna di film proiettati in fiera e al MAMbo, workshop e progetti. Passi avanti anche nel settore digital  grazie al lancio dell’app ufficiale dell’evento, disponibile per piattaforme Android e iOS, per vivere un’esperienza a 360°.

Bologna si pone ancora una volta come città colta, dotta e conviviale, che si impegna da sempre a mantenere l’eccellenza e la vocazione al sapere, e Arte Fiera non ha fatto altro che confermare questa attitudine.

 

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