Martedì 22 luglio la rassegna musicale Ferrara sotto le stelle giunge nel clou con l’arrivo direttamente dagli States dei The National, band originaria di Cincinnati ma che affonda le radici della propria produzione artistica nella grande mela newyorkese.
Il frontman, Matt Berninger ha scelto di circordarsi di gemelli, per la precisione sono due le coppie: Aaron e Bryce Dessner, il primo alla chitarra, basso e piano ed il secondo all‘elettrica, quest’ultimi sono anche proprietari dell’etichetta che ha lanciato la band: la Brassland Records, la formazione si completa con Scott e Bryan Devendorf rispettivamente al basso/chitarra ed infine batteria.

La band si caratterizza fin dagli esordi proprio per la sua atipicità, un altro lato che li contraddistingue è il loro arrivo alla fama mondiale, giunto ad un’età in cui erano già abbastanza maturi per saper prendere con le pinze il mostro della fama, essi hanno saputo trasformare questa caratteristica in un plusvalore tenendosi distaccati dalla figura di santoni della scena indie, nonostante la critica fosse subito stata entusiasta del lavoro di Berninger e compagni.

I primi passi vengono mossi dal buon vecchio rock alternativo americano, ma la capacità di un gruppo è anche quella di sapersi staccare dal sottobosco di cui fa parte, quindi si sente il post-punk vivo e vegeto, riadattato al contesto contemporaneo, ed anche alcune pennellate di dark e noir direttamente dal nord-Europa.
Fondamentale e la figura del frontman, con la sua voce baritonale, capace di fregiarsi di una eccelsa capacità di songwriting che tocca punte intimistiche e di introspezione, con un goccia di impegno politico ( I National hanno sostenuto apertamente la candidatura di Obama del 2008), sigilli di grande lirismo giungono con i riferimenti alla tragedia dell’11 settembre, avvenimento promotore di una profonda crisi esistenziale che i testi di Berninger hanno saputo rappresentare al meglio.

I The National sono attivi dal 1999 ma l’anno zero è nel 2001, con il disco di esordio omonimo, il tutto ha fatto promettere per il meglio: arrangiamenti forti al contempo essenziali, una forte propensione alla cura dei testi ed un tessuto musicale a stampo maggiormente acustico.

Da allora è stata una conferma dietro l’altra: Sad Songs for dirty lovers, Alligator, Boxer e High Violet non hanno fatto altro che rimancare le sonorità della band rivolte verso un’evoluzione curata e mai eccessiva, che ha impresso il loro nome nell’olimpo dei grandi della musica contemporanea anche se poco conosciuti da un pubblico maggiormente popolare.

L’ultimo album porta il nome di Trouble will find me ed è del 2013, opera che non ha fatto altro che rimarcare quanto di buono la formazione americana aveva già fatto, senza innestare significativi colpi di scena al loro sound, per questo una parte della critica vede la stanchezza trapelare tra alcune scelte stilistiche che invece ad altri hanno particolarmente incuriosito. Da menzionare l’utilizzo di synth e drum machine ad accompagnare le care e vecchie ritmiche vocali che a volte fanno tanto pensare ad un dèjà vu di altri aspetti della carriera,

L’appuntamento è quindi per martedì 22 luglio alle ore 20.30, nel cortile del castello estense, il concerto sarà aperto dalla band Sna Fermin che poi passerà il testimone ai The national.