Sono giorni di fuoco fiamme, in Italia infuria il dibattito sullo Ius Soli.

Prima di entrare nel merito occorre chiarire, per i più alieni al dibattito, di cosa stiamo parlando quando diciamo Ius Soli: si tratta del disegno di legge 2092 per la riforma della cittadinanza, già approvato dalla Camera dei Deputati nel 2015.

Dal 14 giugno è incominciata la discussione e da quel momento è divampato lo scontro: da una parte la destra si oppone, mentre l’attuale disegno di legge è sostenuto dal Partito Democratico e da altri partiti della sinistra.

Saluti romani dei manifestanti che cercano di forzare il cordone a protezione del Senato.

 

Secondo le norme attuali, in vigore dal 1992, un ragazzo nato in Italia da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza entro un anno dal raggiungimento della maggiore età.

Deve però essere stato residente in Italia legalmente e senza interruzioni dalla nascita.

Il nuovo disegno di legge, invece, non prevede solamente lo Ius Soli, ma anche lo Ius Temperato: potranno ottenere la cittadinanza italiana i bambini stranieri nati in Italia che abbiano almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno europeo di lungo periodo. L’acquisizione della cittadinanza non sarà automatica, ma ci sarà bisogno di farne richiesta.

Non va dimenticato nemmeno lo Ius Culturae dove potrà ottenere la cittadinanza anche il minore straniero nato in Italia o arrivato qui prima di compiere dodici anni che abbia frequentato regolarmente la scuola per almeno cinque anni o che abbia seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei a ottenere una qualifica professionale.

Se ha frequentato la scuola primaria, deve avere completato il ciclo con successo. La richiesta della cittadinanza deve essere presentata da un genitore, che deve avere la residenza legale in Italia, oppure dalla persona interessata entro due anni dal raggiungimento della maggiore età.


In mezzo a tutto questo c’è chi, nei giorni scorsi a Ferrara, ha ottenuto la cittadinanza secondo le norme attuali.

Il 23 giugno sono stati 11 gli immigrati che hanno giurato e ricevuto una copia della Costituzione Italiana e che da quel momento sono diventati a tutti gli effetti cittadini italiani.

Tra di loro c’era anche Elena Cucerescu, ragazza moldava che da tempo vive in Italia, abbiamo scelto di farci 4 chiacchere per sapere di più a proposito di questi ‘nuovi italiani’.

Da pochissime ore sei diventata cittadina italiana, ma come è stato questo iter?

Sono in Italia da 12 anni e sono sposata da quasi 6 anni, dal mio matrimonio sono nati due figli, questo per dire che sono anche oltre ai requisiti richiesti dall’attuale procedimento; nonostante tutto ciò, però, la procedura per ottenere la cittadinanza è stata un po’ lunga, ma credo anche che sia giusto così.

Ci sono state – lungo il percorso – delle difficoltà, dei ritardi sulle tempistiche o altro?

All’inizio ho incontrato un po’ di difficoltà perché servivano i documenti tradotti e apostillati, ma una volta raccolto tutto e presentato in Prefettura non ho dovuto fare altro che seguire online il decorso della mia pratica.

Ho aspettato i due anni previsti dalla legge, dopodiché ho ricevuto la lettera dalla Prefettura ; poi c’è stato il tempo necessario per il giuramento, quindi per un totale di due anni e due mesi per tutto l’iter per avere la cittadinanza.

Elena in una foto tratta da Facebook

Cosa ne pensi dell’attuale processo per ottenere la cittadinanza?

Il percorso potrebbe sembrare abbastanza lungo, ma credo che sia giusto così in quanto la cittadinanza è un valore che un paese non dovrebbe mai svendere, ma riconoscere in casi di effettivo “merito”.

Che idea ti sei fatta a proposito dello Ius Soli?

È un disegno di legge che sinceramente non condivido, nemmeno nelle versioni “soft” delle quali si sta discutendo e che ha visto tanto conflitti e dibattiti fuori e dentro le aule. Ci troviamo in un periodo storico

dove le immigrazioni di massa si dimostrano così difficili da gestire, il nuovo Ius Soli potrebbe complicare ulteriormente le cose.

Ho notato, leggendo quello che scrivi su Facebook, che possiedi una grande padronanza dell’italiano, di certo superiore a molti nostri coetanei trentenni o ventenni. Ti senti di essere più ”italiana’ rispetto ad alcune persone che italiani lo sono dalla nascita?

Non mi sento più “italiana”, né dimentico le mie origini e la mia cultura di provenienza. Effettivamente in questo Paese, con grande dispiacere, noto una grave crisi culturale e una forte mancanza d’identità da parte degli italiani che lo sono dalla nascita.

Comunque grazie per il complimento, ma ti confesso che spesso sbaglio ancora le doppie (che faccio fatica a “sentire”) e vengo corretta da mio marito e mia figlia.