Scorre sul rasoio l’ultima annosa polemica di Ferrara: il degrado causato dalla movida in centro. Ultima notizia da annoverare è lo stato in cui si trovava lo scalone del municipio della città alle prime luci dell’alba di domenica, dopo la notte di sabato dove molte persone si sono ritrovate a bere birra e a parlare.

I primi visitatori del mattino hanno ritrovato tracce di vomito e urina – insieme a diversi mozziconi di sigaretta – il tutto ‘decorato’ con molti contenitori di birra vuoti.

Anche Ferrara, in tutto questo, ha dei luoghi del degrado collocati in pieno centro. Si tratta perlopiù di zone in cui, durante le serate, alcune persone si recano per poter liberare la vescica evitando di entrare in un bar per usufruire dei servizi che sono messi a disposizione dei gestori dell’attività.

Da qui comincia il nostro viaggio per i luoghi che di notte perdono la loro principale funzione e fungono solamente da raccoglitori delle umane escrezioni renali.

Uno dei luoghi più ‘rinomati’ per poter usufruire dei bagni improvvisati è senz’altro lo spazio collocato alle spalle del Mc Donald’s in Piazza Trento Trieste. Avvicinandosi ai bidoni si può facilmente percepire un forte puzzo di urina.

Lo spazio dietro al Mc

Lo spazio dietro al Mc

Lo spazio è frequentato anche nelle ore del pomeriggio, tant’è che durante la nostra passeggiata abbiamo incontrato un anziano che lasciava le proprie impellenze proprio nello spazio accanto ai bidoni dove più volte al giorno arrivano i gestori delle attività del centro a depositare i rifiuti.

I resti liquidi della 'visita' dell'anziano signore

I resti liquidi della ‘visita’ dell’anziano signore

Proseguendo con la passeggiata si può arrivare facilmente ad un’altra delle zone preferite, durante la notte, da gran parte del pubblico che frequenta la piazza. Si tratta della zona accanto alla facoltà di Economia in via Adelardi, precisamente nella piccola chiesetta collocata alla destra dell’ingresso.

Un altro dei punti di ritrovo della notte

Un altro dei punti di ritrovo della notte

Ma è nella parte vicina a Cortevecchia che si assiste al vero acme della situazione. In questa location si possono ritrovare, purtroppo, tantissimi ‘piscatoi’ che non trovano scampo dalle visite notturne delle persone. Uno dei principali è proprio il parcheggio di Cortevecchia, basta avvicinarsi ad un angolo per poter trovare conferma dall’odore maleodorante dovuto al ristagno dei liquidi umani presenti su asfalto e mattoni.

Uno degli angoli incriminati

Uno degli angoli incriminati

Altra alternativa, purtroppo per il gestore dell’edicola mostrata in fotografia, è lo spazio posteriore alla sua attività. Anche qui è possibile riscontrare alcune tracce del passaggio di diverse persone.

Edicola di Cortevecchia

Edicola di Cortevecchia

Anche le viuzze che intersecano via Boccaleone sono favorite per questo genere di attività, basta una passeggiata notturna per ritrovarsi accanto qualcuno che sta liberando il proprio corpo dai liquidi proprio sulle mura del centro storico.

Via Boccaleone

Via Boccaleone

Spostandosi dal cuore caldo di Ferrara e proseguendo per Corso Porta Reno si può ritrovare il luogo preferito dal pubblico femminile per via delle sue capacità di nascondere chi vi si avventura in mezzo. Si sta parlando del grande albero della via che offre, grazie alle sue fronde, un veloce nascondiglio per chi non riesce a trovare altro luogo.

L'albero che offre un nascondiglio

L’albero che offre un nascondiglio

Basta fare un controllo rapido e notare alcune chiazze sul marciapiede e sul terreno, accanto si trovano tanti fazzoletti, segni di un passaggio umano.

Lo spazio dell'albero visto da dentro

Lo spazio dell’albero visto da dentro

E’ difficile imputare le cause della formazione di queste zone di Ferrara, senz’altro l’assenza di bagni pubblici incide fortemente, così come la maleducazione delle persone che scelgono di urinare in pieno centro a Ferrara, spesso in aree di grande rilievo storico.

Una cosa è certa: la soluzione di questa eterna diatriba e di ricerca di equilibrio è ancora molto lontana. L’ideale sarebbe trovare un punto di incontro tra Amministrazione, gestori dei locali del centro e cittadini, ma ancora è lunga la strada da percorrere.