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Cerimonia in pompa magna, come da tradizione, presso la Sala Conferenze dell’Arcispedale Sant’Anna, per la cerimonia inaugurale del 623° anno dalla nascita dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

Presenti alla cerimonia tutte le autorità civili e religiose, gli studenti ed ospite d’eccezione la scienziata, neo senatrice a vita, Elena Cattaneo.

La relazione del Magnifico Rettore, Pasquale Nappi, apre la cerimonia tracciando un bilancio molto positivo dell’ultimo anno accademico in cui, nonostante i tagli e gli sforzi chiesti dal governo, si è riusciti a “Mantenere inalterata l’offerta didattica” spiega Nappi, ma non solo “Le matricole quest’anno sono ben 3.100 ossia 5% in più rispetto al 2012, quindi in netta controtendenza rispetto ai dati nazionali delle altre università”.

Stando alle classifiche nazionali, l’Università di Ferrara è ai primi posti anche per la facilità dei proprio laureati di trovare occupazione, si piazza infatti al terzo posto nella classifica dei primi 20 atenei italiani.

“La scienza” è stato il tema dominante della cerimonia, infatti, come spiega il direttore dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria, Gabriele Rinaldi “il settore bio-medico è una delle punte di diamante dell’università di Ferrara” e prosegue “la capacità di coniugare il linguaggio tecnico e quello delle scienze assieme a quello dell’humanitas è la chiave di volta per l’azienda ospedaliera universitaria”.

Il proF. Dario Di Luca, ha poi condotto i presenti in un rapido viaggio nel 1391, quando Borso d’Este ottenne la concessione da Papa Bonifacio IX per costruire un Ateneo che oggi conta sei secoli di storia “dato fondamentale che dimostra quanto l’Università di Ferrara sia stata capace nei secoli di innovarsi e di restare al passo con i tempi senza diventare mai obsoleta”.

Non ha disatteso le aspettative la Senatrice Cattaneo con l’intervento sul tema “La scienza come risorsa morale per l’Italia. Anche le staminali possono essere un’opportunità”. Intervento aperto con un video, molto toccante, di un soldato americano malato di Corea di Huntington, una rarissima malattia genetica. “Immagino la scienza come un deserto, dove il tuo compito è quello di verificare se le orme di chi ti ha preceduto sono sicure e vanno seguite, poi devi essere coraggioso e proseguire dove nessuno mai è andato e devi sentirti solo senza timore” e conclude “studiare significa intraprendere una ricerca. La Medicina non sarebbe niente senza le altre discipline, la Storia in particolare. C’è bisogno di studiosi in ogni disciplina, perché la scienza ha come fine e scopo l’humanitas”.

 

foto di: ESTENSE.COM