Fine Settembre, bassissima stagione turistica, finita la sessione di esami mi prendo un paio di giorni di relax prima dello sprint invernale verso la laurea. Dove si va di bello? Toscana? Roma? Montagna? In nessuna di queste mete, cari lettori, perchè il mio “fall break” decido di passarlo in una località decisamente insolita per il periodo: Lido di Spina.

Circondato solamente da aghi di pino e gabbiani gracchianti decido di fare una sorta di “via crucis” dei luoghi che, per lo più qualche anno fa, frequentavo d’estate; ovvero gli arcinoti Baretti, Malua, Meridiana e Barracuda.

La passeggiata, proprio come una “serata tipo” di un giovane ferrarese parte dall’aperitivo sulla spiaggia. Quello che vedo davanti a me non è il Malua che ero abituato a vedere nelle calde serate di Agosto, non vedo macchine parcheggiate ed insabbiate sulle dune, non vedo biciclette legate ai paletti e nessun ragazzo con uno spritz in mano. Il cancello del noto stabilimento balneare è chiuso e si possono intravedere gli interni “intelonati” pronti ad affrontare le tempeste di sabbia invernale.

20160928_180838

Ogni ferrarese, almeno una volta, ha sboccato lungo quello steccato

 

20160928_180923

Il cancello è chiusto, niente mojito a questo giro…

Dal Malua mi dirigo verso l’entroterra, più precisamente verso il Meridiana. La strada percorsa è deserta, l’unica persona che incontro è un anziano a passeggio col cane, delle orde di grazielle guidate da adolescenti che si godono l’estate nemmeno l’ombra. Il Meridiana è ovviamente chiuso e ricoperto di aghi di pino.

20160928_172740

Totalmente vuoto

 

20160928_172954

In pista nemmeno una cinquantenne in cerca del quarto marito

 

Proseguo poi lungo il viale principale, noto che è una strada veramente larga, non lo avevo mai visto così vuoto. Dopo un paio di minuti tra marciapiedi in balia delle radici dei pini raggiungo un altro luogo familiare: i Baretti. Quante volte d’estate ho compromesso la salute del mio fegato in questi piccoli street bar a suon di “shottini” dai nomi più improbabili, e quante ore ho passato a chiacchierare con perfette sconosciute difendendo il fatto che “Spina non è poi così male” e spesso accostandole significati profondi e filosofici che nemmeno il peggiore degli ubriachi troverebbe. Ecco, i baretti ora appaiono totalmente diversi, cioè come un enorme complesso di saracinesche tirate giù e teloni antipioggia.

20160928_172219

Mi sono sempre chiesto chi prendesse in affitto gli appartamenti sopra ai baretti

 

20160928_172151

Il telone nasconde un’estate di fegati rovinati

 

20160928_172358

Nessuno con cui parlare di filosofia, che peccato!

 

Unica “forma di vita” vista è un cartello davanti ad un bar che lancia un messaggio di speranza al popolo dei vacanzieri.

20160928_172308

La resurrezione dei Lidi

Il mio tour arriva, infine, alla meta conclusiva; il locale dove bene o male “ci si finisce sempre dentro”, una sorta di faro che guida il popolo della notte dei Lidi: Il Barracuda. Generazioni di ferraresi hanno passato i loro sabati sera in questo club dal nome ittico. Ora all’esterno è chiuso, la sala interna invece è utilizzata anche durante la stagione invernale. Anche qui nessuna fila per entrare, nessuna ragazza che si lamenta con l’amica di quanto faccia male camminare con i tacchi e nessun ragazzino che mi chiede dell’erba solo perché “ho i capelli lunghi”.

20160928_171503

Chi di voi non ci è mai stato? Credo nessuno

 

20160928_171708

Qui davanti, 8 anni fa, mi rubarono la bicicletta

 

20160928_171726

Gli aghi di pino sono la nuova moquette

 

Dopo la serie di locali vuoti, decido di abbandonare i luoghi della notte e tornare in spiaggia per godermi l’ultimo tramonto sul mare della stagione, accompagnato dal gracchiare dei gabbiani e da “What’s the story morning glory” che inesorabilmente consuma la batteria del mio lettore mp3.

Tramonti e paesaggi come questo però d’estate non li ho mai visti.

20160928_181656

La foto è stata scattata a Spina, ve lo giuro!

 

14556031_10208997878658437_2011121543_n

L’ultimo tramonto della stagione