Continua il tour italiano di Thom Yorke che conta cinque date complessive nello stivale italiano e nel frattempo Ferrara Sotto le Stelle si muove verso la fine dell’edizione 2019, calando un vero e proprio asso di briscola.

Sgranchisce così le gambe piazza Castello che ospita il concerto solista del frontman dei Radiohead, dopo l’ultimo lavoro solista: Anima.

La piazza è gremita, sono oltre 4.000 le presenze in piazza, delle più eterogenee come età.

Per chi si aspettava un piccolo inserto di canzoni dei Radiohead purtroppo non ha trovato soddisfazione, il set proposto è interamente quello della carriera solista, una scelta consapevole e da condividere perché quello proposta da Yorke è stato un viaggio eclettico tra le luci e le ombre, il tutto coadiuvato dal led wall posto dietro i musicisti che proponevano scenari psichedelici e in linea con quanto suonato.

È cosi che la carriera solista è la vera protagonista della serata, come giusto che sia.

3 cose che non dimenticheremo del concerto.

Thom che balla

Una cosa che è subito saltata all’occhio ai 4000 presenti è il ballo continuo di Yorke sul palco, giostrandosi tra chitarra, laptop, chitarra e, ovviamente, voce, la stessa voce con cui ringraziava, in un italiano niente male, il pubblico presente.

I visual sul Led Wall

Allucinato. Psichedelico. Onirico. Di certo di grande impatto. L’ingegneria visiva che ha accompagnato il concerto, creata dal visual artist Tarik Barrik, è stata un vero e proprio spettacolo nello spettacolo, in grado di accompagnare il pubblico nel mondo di Yorke, senza mai essere di troppo, ma fungendo da perfetto contraltare.

Anima” protagonista

Il concerto non è stato altro che un viaggio nella mente dell’artista, dove l’ultima fatica l’ha fatta da protagonista. Gli episodi più convincenti, infatti, vengono proprio da quell’album che veniva promosso con una strategia di marketing mai visto prima: la canzone “Not the news” si poteva ascoltare in anteprima chiamando un numero misterioso che compariva sui cartelloni delle principali città sparse in giro per il mondo.

Ma ora passiamo al concerto

Il live viene aperto dalle note di “Interference” direttamente da Modern Boxes, la cui parte di tastiere viene suonata dallo stesso Yorke che anticipa “Brain in a Bottle”.

È da quel momento che lentamente l’artista si lascia andare, accompagnato da Nigel Godrich, suo musicista di fiducia, in questa occasione al synth passando per Impossible Knots a Black Swan.

C’è spazio anche per il brano di quando il frontman dei Radiohead ha dedicato la propria musica a Suspiria di Luca Guadagnino (remake del film di Argento) fino ad arrivare a The Axe, Traffic, Ladies & Gentlemen thank you for coming e le ottime Not the News e Dawn Chorus.

“Buonanotte e grazie per essere qui. Ciao alla prossima” con queste parole Thom ha salutato Ferrara che non lo vedeva dai tempi del 2003, quando si era esibito con i Radiohead, ma questa è un’altra storia.