In occasione della Festa della Repubblica Italiana, 12 orchestre a plettro e 170 musicisti da tutta Italia, hanno suonato da casa per dar voce alla cultura che il mandolino rappresenta per il tessuto sociale italiano.

Da una iniziativa del Circolo di Cultura Musicale Orchestra a Plettro Gino Neri, in risposta a questo difficile momento di pandemia da SARS-CoV-2, prende vita un progetto che coinvolge complessivamente 170 musicisti di 12 orchestre mandolinistiche italiane per suonare in un video-concerto musiche tratte da due temi del film “La vita è bella”, composte da Nicola Piovani.

L’idea nasce dall’esigenza di dimostrare come la musica sia parte integrante della vita delle persone e che, in quanto tale, non si possa fermare nemmeno in caso di periodi di grande crisi come quella che ha colpito l’Italia ed il mondo intero.

Risuona ancora ben chiaro il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo scorso anno ha detto: «Il 2 giugno è la Festa degli Italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo».

Partendo da quelle parole, la nostra iniziativa vuole trasmettere l’importante messaggio che quest’anno il 2 giugno è anche la festa della rinascita. Una rinascita ricca dei valori più alti di arte, cultura e musica.

Durante la preparazione del video il mondo della musica ha subito la grave perdita del direttore Ezio Bosso, musicista apprezzato in tutto il mondo che ha saputo trasformare la sua grave malattia in strumento per veicolare importanti e profondi messaggi ponendoli all’attenzione di media, stampa e grande pubblico.

Abbiamo quindi deciso di dedicargli l’apertura del video riportando una sua celebre frase: “La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. La musica è come la vita, si può fare solo in un modo: insieme”.

La Direzione musicale e la Regia del Video è stata curata da Giorgio Fabbri, Direttore dell’Orchestra a plettro Gino Neri di Ferrara.

L’iniziativa è concordata con il patrocinio della Federazione Mandolinistica Italiana. Le orchestre che hanno partecipato a questa iniziativa sono (in ordine alfabetico):

  • Orchestra a plettro di Breganze
  • Gruppo mandolinistico Codigorese
  • Orchestra mandolinistica Euterpe di Bolzano
  • Orchestra a plettro Tita Marzuttini di Udine
  • Orchestra circolo musicale Pietro Mascagni di Campobasso
  • Orchestra a plettro Città di Milano
  • Orchestra Mutinae Plectri di Modena
  • Orchestra a plettro Gino Neri di Ferrara
  • Orchestra del circolo mandolinistico Risveglio di Genova

Circolo di Cultura Musicale Orchestra a Plettro “Gino Neri” – Via Darsena, 57 – 44122 Ferrara – Tel 0532.790966 e-mail info@orchestraginoneri.it

– www.orchestraginoneri.it

  • Orchestra a plettro città di Taormina
  • Orchestra Mauro e Claudio Terroni di Brescia
  • Orchestra mandolinistica città di Torino Il tessuto sociale italiano è composto da una grandissima quantità di circoli, orchestre e scuole di musica che nel periodo della pandemia hanno dovuto bloccare completamente le loro attività e, soprattutto nel caso delle scuole, reinventarsi un nuovo approccio anche nello studio dello strumento musicale. Si tratta di un vasto gruppo di musicisti, in gran parte non professionisti, che da sempre operano per divulgare la cultura musicale del mandolino che riesce a portare ogni tipo di pubblico sui grandi palcoscenici nazionali ed internazionali. Quando ho chiesto agli amici di tutta Italia di partecipare ad un progetto decisamente ambizioso, ho potuto raccogliere insieme alle adesioni, grandissimo entusiasmo. Tutte le orchestre coinvolte, ed i loro musicisti, erano pronte a far sentire la loro voce con l’assoluto desiderio di far comprendere a tutti che siamo ancor più vivi di prima ed intenzionati a restare parte integrante del panorama culturale italiano. La musica non può essere fermata da una pandemia e le persone di ogni età e ceto sociale, sono pronte a rivivere la musica come l’elemento fondante di una vita piena, completa e ricca di buoni valori. Il mondo del mandolino è più vivo che mai e lo dimostra il fatto che nel video hanno partecipato ragazzi di ogni età, dai 15 agli oltre 80 anni. I grandi e tragici eventi, che affrontiamo ormai con regolarità, ci dimostrano sempre di più come non sia retorica pensare e voler condividere a voce altissima il messaggio che “la vita è bella”.