Il noto locale di via Carlo Mayr chiude nuovamente lasciando stupiti avventori e organizzatori.

“Siamo molto amareggiati, e purtroppo lo Strabar si vede costretto a salutarvi per un po” annunciano sulla pagina Facebook gli organizzatori. In breve tempo parte il tam tam di solidarietà fino a raggiungere le circa 200 condivisioni.

Poi affidano allo stesso social i chiarimenti della chiusura:

“La nostra piccola Odissea comincia a Gennaio 2017, con una prima multa (obiettivamente meritata) per aver fatto consumare una birra in bottiglia di vetro all’esterno del nostro bar dopo l’orario concesso per il consumo di bevande in contenitori di vetro.
Abbiamo giustamente pagato per la nostra inesperienza, e d’altronde quando si avvia un’attività da zero in gioventù, ben vengano questi piccoli errori che aiutano a crescere e a proiettarsi con consapevolezza nel “mondo degli adulti”.
Era appena cambiata l’ordinanza, portando l’orario di divieto dalle 22:30 alle 21:30, e ci siamo fatti cogliere impreparati come dei “polli”.
Nessun ricorso fu fatto, perchè crediamo fermamente nel rispetto delle regole e nel rispetto della legge.

Pagammo la nostra multa, e finimmo in bellezza la nostra stagione insieme a tutti voi.

Nel settembre 2017 ci apprestiamo a ricominciare la stagione, e all’inaugurazione si fanno trovare di nuovo puntuali i controlli. In tutta serenità forniamo le documentazioni richieste, nella tranquillità di chi è sicuro di essere nel giusto.
Ovviamente potevamo aspettarceli, dato l’errore da noi commesso in passato.
Seppur fossimo tranquilli della nostra regolarità, ci vengono comminate due nuove sanzioni, e sorpresi cerchiamo di scoprire di più.
La prima delle due sanzioni viene immediatamente accantonata riuscendo a dimostrare un errore nella valutazione delle documentazioni sottoposte a controllo, che erano assolutamente in regola; la seconda, invece, prosegue pur lasciandoci decisamente basiti.
Venivamo accusati di causare rumori molesti con musica ad alto volume e schiamazzi da parte dei nostri clienti.
La particolarità della sanzione è che viene comminata in totale assenza di test con dispositivi audiometrici, a totale discrezione della Forza dell’Ordine che ha effettutato il controllo.
La prima cosa che ci salta alla mente è: lo Strabar è realmente così rumoroso rispetto a tutte le altre attività presenti in Via Carlo Mayr a pochissimi metri di distanza?
Grazie alla qualità dell’attività di ogni singolo esercente, la via è diventata il nucleo cittadino della nightlife, portando in zona volumi incredibili di persone.
In base a cosa si determina che sia stata la nostra “confusione” a oltrepassare il limite?
Non è forse impossibile fare distinguo di queste situazioni quando ci sono tre locali nel raggio di venti metri con centinaia e centinaia di utenze che si mescolano continuamente?
Secondo noi è stato adottato un metro non appropriato.

Proprio per questo motivo, a fronte della prima chiusura alla quale siamo stati obbligati (dal 31/10/2017 al 17/01/2018), abbiamo fatto ricorso.
Grazie a questo ricorso, che in primo grado ci ha portato ad avere ragione, abbiamo riaperto in Gennaio tornando a fare festa con voi.
Il primo grado ci ha visti vincitori proprio per l’assenza di test audiometrici oggettivi durante il controllo.

Dopo mesi e mesi di attesa per il verdetto finale del ricorso, vediamo completamernte ribaltata la situazione (Alessandro Borghese docet): improvvisamente il dispositivo audiometrico per la valutazione del rumore non è più indispensabile per decretare il livello del chiasso e viene data per valida la soggettività del controllore.

Fino al 05 Febbraio 2019 saremo costretti a chiudere, in quella che ci sembra una situazione surreale, con una sanzione durissima che sostanzialmente toglie il lavoro a sei giovani ragazzi sotto i 25 anni che con lo stipendio delle serate dello Strabar si pagano studi, affitto e quant’altro.

Per il bar risulta impossibile mantenere i sei dipendenti, dato che oltre l’80% del fatturato dell’attività deriva dalle attività serali (vietate con la sanzione, con chiusura obbligata entro le ore 20:00).

Siamo qui, con questo post, a fare chiarezza sulle motivazioni e sulle dinamiche di questa vicenda.
Specificando, una volta per tutte, che nulla abbiamo a che fare con bevande alcooliche somministrate a minorenni, casi di droga o di effettivo pericolo per i cittadini.

Speriamo di trovare il vostro supporto su Facebook e Instagram, per far conoscere a tutta la città la realtà dei fatti.
Convinti di poter presto tornare a fare festa con voi, un grande abbraccio dallo Strabar.”

#STRABAR #freeStrabar #Ferrara