Di Letizia Spettoli


È appena terminata la tredicesima edizione del Bundan Celtic Festival e l’affluenza, come ogni anno, ha dimostrato quanto, tra i festival celtici in Italia, il Bundan sia diventato un punto di riferimento.

Per coloro che non sapessero nulla del Bundan Celtic Festival, dal 2005 a oggi – e per molti anni a venire, speriamo – l’A.S.D. Teuta Lingones, presieduta da Diego Zaniboni, organizza nel Parco Golenale ai piedi della Rocca Possente di Stellata (Bondeno) una festa di tre giorni per rievocare le antiche origini celtiche del luogo. Perché proprio qui? Perché questi territori facevano parte della cosiddetta Gallia Cisalpina. L’obiettivo dell’Associazione culturale Teuta Lingones è quello di “restituire un’immagine storicamente corretta del popolo celtico”, come si legge sul loro sito.

È questa l’occasione perciò per festeggiare e mangiare e bere e ascoltare buona musica e ballare.

Moltissimi ferraresi, e non solo, dimostrano da anni il loro affetto per questo festival, partecipando con entusiasmo. Ci si traveste e ci si sveste (i petti nudi e villosi sono socialmente accettati al Bundan, se non graditi). Si cammina fra gli stand di gioielli, accessori, pelletteria, abiti e moltissimi oggetti di artigianato.

L’afflusso più intenso si ha notoriamente alla sera quando suonano le band, l’idromele scorre a fiumi e la polvere calpestata rimane sospesa e si appiccica al sudore, fornendo una misera protezione contro le zanzare. Les Irlandiis sono ospiti fissi e amati, ma quest’anno si sono visti anche gli Etilisti Noti, The Led Farmers, i Boira Fusca, The Sidh, i Meneguinness, i Caffè Havana Sambuca e Lambrusco e gli Uttern.

Le attività da fare non mancano neanche durante il giorno. Tra laboratori, dimostrazioni, storie e rievocazioni storiche di battaglie, i tre afosi giorni di luglio scorrono via divertenti per adulti e bambini.

Quest’anno, tra le altre cose, il Bundan ha ospitato un torneo di Uguale od Opposto. Questa disciplina nostrana è curiosa e relativamente nuova, essendo stata fondata dal ferrarese Mattia Micai nel 1989. Apparentemente complessa, ma a tutti gli effetti molto semplice, è un misto tra scherma, giocoleria e morra cinese: spettacolare da vedere, con i “bacchi” (i bastoni gommati bianchi e rossi) che roteano senza sosta, e divertente da giocare.

Una nota di merito va a questo festival che è sempre stato molto rispettoso del luogo in cui si trova. Nata sulle rive del Po, è una festa che celebra una popolazione legata alla natura in maniera intensa e religiosa: si pensi, ad esempio, alla tradizione druidica. Ogni anno, inoltre, una mattina è dedicata alla scoperta delle erbe officinali. Una guida d’eccezione racconta la storia e gli utilizzi delle piante delle nostre zone: Raffaele Curti “Tamborhablante”, terapeuta, poeta, erborista fitopreparatore e ricercatore-etnobotanico. Conduce queste “erborizzazioni” fin dalla prima edizione.

Infine due parole sull’“EcoBundan”. Si tratta dell’insieme di iniziative volte a fare qualcosa di concreto per la nostra terra. Tutte le stoviglie e i piatti degli stand gastronomici sono stati sostituiti con stoviglie compostabili. All’Info Point si può comprare l’eco-kit, che comprende una tazza, che, se utilizzata al posto del bicchiere fornito dagli stand, dà diritto a uno sconto di 0,50 € su ogni consumazione, e un portacenere portatile. Per non parlare dell’insolito sistema per invogliare le persone a non gettare i mozziconi delle sigarette per terra: due bottiglie di vetro legate l’una all’altra e a uno dei pali degli stand, tramite le quali è possibile votare tra due opzioni. E poi c’è l’“Eco-hour”, un’ora in cui bisogna prestare attenzione agli annunci che vengono fatti dal palco. Viene chiesto, a chi desidera, di partecipare a un piccolo gioco. A seconda di ciò che lo staff vede maggiormente per terra, per ogni bicchiere di – mettiamo – mozziconi di sigarette raccolto, portandolo in un bar, questo verrà convertito in un bicchiere di birra.

Unico problema del festival, bisogna dirlo, è la gestione del traffico. Purtroppo la conformazione del paese di Stellata non aiuta, ma il traffico in entrata e in uscita è diventato insostenibile. Il consiglio è, per chi abita vicino, venire assolutamente in bici, e, per chi può, rimettere la macchina in garage e tirare fuori moto o scooter. In alternativa, si può usufruire del servizio di navetta gratuito non stop dalla stazione ferroviaria di Bondeno fino al campo sportivo di Stellata.

L’impegno dello staff è sempre a livelli altissimi, almeno quanto il gomito dei partecipanti. Animo!