Sanremo 2021: il pagellone dei cantanti in gara

È iniziato Sanremo e quindi anche noi di Fbn abbiamo deciso di dare la nostra opinione non richiesta in merito al festival della canzone italiana.

Partiamo male, malissimo, quindi benissimo, con un ottimo pippone di Amadeus sul perché ha fatto il festival, per farci capire il più chiaramente possibile che esiste un mondo in cui la musica non si fa ed un altro in cui c’è Sanremo.

Molto bello perché molto brutto.

Poi arriva anche Fiorello, il mattatore indiscusso che, conciato come Achille Lauro, viene chiamato “idolo” dai giornali italiani, sempre tutto bellissimo, ci vuole coraggio per far più ridere di Achille Lauro e lui ci riesce, sempre peggio e quindi è tutto quello che vogliamo dal Festival, una lenta e inesorabile discesa verso il baratro.


Il boomerometro (dispositivo inventato da Cartoni Morti che segnala la cose da boomer) è già ai picchi e noi non possiamo che essere più felici.

Foto di Agi.it

Passiamo ora alle cose marginali: la musica.

GAUDIANO – POLVERE DA SPARO

“Non riuscivi a dirmi quanto detestassi, non poterti alzare la mattina a prepararmi quello stramaledetto caffè” qui il bommerometro è già pronto all’esplosione, il caffè non si tocca e basta.

Il resto è una canzone con qualche sonorità flamenco, il look è quello di un venditore porta a porta dell’Enel, la canzone passa veloce tra “cuori di cemento” e altre cose per una carriera assicurata di passaggi ai Giardini Sonori, se e quando riapriranno.

ELENA FAGGI – CHE NE SO?

In pratica c’è Elena che si accorge che il cielo è innamorato, poi dice che gli sta sui maroni uno, poi forse no, non è sicura, impiega più di 3 minuti per capirlo e non ci dice chiaramente il responso.

Per fortuna poi arriva Fiorello supergiovane col carrello e i fiori e subito le poltrone vuote ridono, avercene di comici così incredibilmente mattacchioni, una vera scheggia impazzita della comicità italiana.

AVINCOLA – GOAL!

In pratica è un tipo vestito di arancione che scimmiotta Calcutta e Giorgio Poi, ma in versione Sanremese, quindi brutta.

FOLKAST – SCOPRITI

Folkast è come quei tizi pugliesi fuoricorso di 30 ani che prova a rimorchiare le tipe davanti al duomo improvvisando una canzone in rima.

Ma lo Strabar è lontano da Sanremo e speriamo torni presto a casa.

Alla semifinale delle “giovani promesse” passano Folkast e Gaudiano, l’estrattore casuale non avrebbe potuto fare di meglio.

Tocca ai grandi.

ARISA – POTEVI FARE DI PIÙ

Che dire, ci sono due che si mollano, Arisa continua a fare rebranding su sé stessa per diventare un’idola delle femministe dell’ultima ora e delle vittoria che c’è nello stare bene da soli.

Lei torna a casa dal cane e la canzone gliela scrive Gigi D’Alessio.

Ci sono le rose, le spine, l’amore e tante altre cose che trovi nelle poesie che scrivi alle medie.

COLAPESCE E DI MARTINO – MUSICA LEGGERISSIMA

I boomer approfittano per andare in bagno, del resto chi sono questi due?

Poi c’è una tipa coi pattini che purtroppo non è la vecchia che balla degli Stato Sociale, ma ci sarà tempo anche per loro per far vedere quanto si può ancora essere dei “regaz” che bevono le birrette.

Per fortuna il duo, dopo il bell’album “I Mortali”, riesce ad adeguarsi alle logiche sanremesi e propone una canzone da mamma che piace a tutti, quindi a nessuno.

Arriva pure Zlatan e finalmente si inizia a percepire la linea comica.

Foto di LaPresse

AIELLO – ORA

Continua il filone del boomeristico “chi è?”.
In pratica è un Mengoni che ci prova, ma con gli orecchini più belli.
Osa la canzone strappamutande e le poltrone vuote approvano, così come la licenza poetica sull’uso degli accenti.

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ – CHIAMAMI PER NOME

Finalmente una cosa che piace alle mamme. C’è pure l’autotune che ci fa sentire tanto giovani.

Insieme alla Michielin c’è il noto imprenditore Fedez, non sapevo facesse anche musica.

MAX GAZZÈ – IL FARMACISTA

Classica canzone da metà classifica per Gazzè che, purtroppo per lui, è bravo.

E i bravi a noi non piacciono. E poi dai, solo Achille Lauro può travestirsi e mettere in secondo piano la musica.

NOEMI – GLICINE

Noemi potrebbe cantare anche l’elenco della spesa che lo intonerebbe alla grande.

E infatti è quello che fa.

Finalmente arriva Achille Lauro che fa il ribelle come quando da bambini si dicevano le bestemmie in chiesa, bellissimo, viva la diversità e piace alle mamme alternative.

Io lo preferivo quando minacciava di ammazzare un fan ad un suo concerto, ma si sa, il rebranding a volte rovina i personaggi.

MADAME – VOCE

In pratica è Habibi di Ghali ma con più dolore.

MANESKIN – ZITTI E BUONI

Lady Gaga è rock senza fare rock, i Maneskin non sono rock anche se suonano rock.

Belli, ribelli (?) e patinati, ideali per le signore e i signori che vogliono andare al concerto in canotta.

“Siamo fuori di testa ma diversi da loro – la gente purtroppo parla”: manca solo il meme del Caffè e del leone della Tanzania che ruggisce. Bellissimo.

GHEMON – MOMENTO PERFETTO

Non ci crede nemmeno lui, perché dovremmo crederci noi?

COMA COSE – FIAMME NEGLI OCCHI

Sembra una cosa da apocalisse, invece ci si vuole tanto bene e si piagne.

Perfetta per le ragazze che fanno l’Ariosto e per i “tostapani che ci cadono dentro”.

ANNALISA – DIECI

Ne fanno almeno 50.980 di canzoni così all’anno, ma la canta Annalisa e va bene.

Niente da dire, strappiamoci le mutande e soffriamo insieme.

Ti resta pure in testa, e questa cosa non ci piace.

FRANCESCO RENGA – QUANDO TROVO TE

Vedi recensione a Noemi, cambia solo che stavolta si canta l’elenco telefonico.
Omar Pedrini ci guarda da un circolo Arci e ride.

FASMA – PARLAMI

C’è ‘sta coppia, e che cosa faranno mai?

Si lasciano.

Ma per fortuna c’è l’autotune, il mondo è bastardo, io non sono quell’altro e il nuoto è uno sport completo.

Bel crescendo che ci manda a letto.

Classifica finale:

  1. Annalisa
  2. Noemi
  3. Fasma
  4. Francesca Michielin e Fedez
  5. Francesco Renga
  6. Arisa
  7. Maneskin
  8. Max Gazzè
  9. Colapesce Dimartino
  10. Coma Cose
  11. Madame
  12. Ghemon
  13. Aiello

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