Chi pedalando per via Porta San Pietro non ha rallentato in prossimità del numero 18, buttando un occhio sull’ingresso del Mignon e provando a sbirciare e carpire qualche locandina piccante? Probabilmente chi legge questo articolo non hai mai valicato i confini di quell’ingresso ma sicuramente si è sbizzarito con l’immaginazione. Oltre che citare nelle conversazioni tra amici il Mignon, uno degli ultimi baluardi di una malizia che nel 2020 fa sempre più fatica a ritagliarsi un posto.

Da una chiesa sconsacrata nessuno avrebbe potuto credere, preti in primis, che quel posto potesse diventare uno dei pochi locali a luci rosse rimasti attivi nella zona; tant’è che molti clienti addirittura vengono dal veneto per trovare un angolo di pace tra i posti del Mignon.

Dopo parecchi anni, tra un via vai di vecchi e nuovi, il Mignon ha sempre ospitato un flusso costante di persone che di notte sono alla ricerca di un mondo parallelo, dove lasciare i problemi fuori e portare il piacere dentro. Oggi il Mignon, dopo una pandemia globale, è il primo cinema a riaprire in città con tutte le precauzioni anti-contagio per tenersi a distanza: mascherina e igienizzante (forse questo c’era pure prima) e capienza ridotta ad appena 37 posti, sedute alternate (addirittura rimosse per evitare tentazioni proibite) e galleria al momento chiusa, salvo pienoni; non improbabili. Insomma si farà a spintoni per assegnarsi un posto.

Lunedì infatti, primo giorno di apertura, ha segnato sold out.