Di Letizia Spettoli

Da maggio a luglio ogni giovedì sera si alterneranno negli spazi esterni di Palazzo Savonuzzi, via Darsena 57, i musicisti della Scuola di Musica Moderna, durante gli aperitivi musicali organizzati dal Consorzio Wunderkammer e dall’Associazione Musicisti di Ferrara.

La rassegna si chiama “Un fiume di musica” ed è all’interno del progetto Smart Dock nell’ambito di “Giardino Creativo” finanziato dall’Anci. Lo spazio in questione si affaccia proprio sulle acque del Po ed è un’occasione per i cittadini per riappropriarsi del lungofiume e rivalorizzarlo. Roberto Formignani, musicista, insegnante di chitarra, nonché presidente dell’Amf ci racconta che tutto è iniziato l’anno scorso:

«Inizialmente doveva essere che ognuno portava una bottiglia di vino e un po’ di patatine per vivere giovialmente questo spazio. E poi ci siamo detti “Ma scusa, tutti i nostri musicisti, i nostri insegnanti sono a disposizione, perché non chiedere loro la disponibilità?”.

E così è stato e si sono tutti messi in campo per promuovere la loro attività e per programmare insieme queste serate. Come per scherzo è nata questa cosa e l’anno scorso è andata molto bene, perché avevamo in media 300 persone ogni sera. Quest’anno abbiamo anche la novità della ristorazione, di cui si occupano il ristorante Max, La Romantica, Pronto Pesce e Golosità Ferraresi da Maria, alternandosi un giovedì a testa al mese.

Inoltre ogni fine serata dalle 21.30 ci si può imbarcare gratuitamente sulla Nena per delle piccole gite sul fiume.»

Oltre al programma di “Un fiume di musica” sono previsti altri appuntamenti quest’anno, quali?

«Parallelamente ai tredici aperitivi musicali vengono messe in campo altre attività. Il 3 giugno passerà di qua il Vento Bici Tour e ci sarà una festa di benvenuto per i ciclisti. Poi avremo undici giornate di saggi, che faremo in aula magna, ma per tre giorni di saggi, il 12, il 13, il 14 giugno, monteremo un palco sulla riva del fiume e tutte le sedie verranno messe a formare una platea. Il 23 e il 24 giugno invece faremo una manifestazione tutta dedicata alla chitarra gipsy, quindi Django Reinhardt e lo stile Manouche. Si chiamerà “Gipsy Guitar”.

Per questo ha collaborato all’organizzazione Giovanni Intelisano, che ha scritto un libro che s’intitola Luigi Mozzani, sul lavoro di questo importante liutaio che fondò il suo laboratorio a Cento. Lui fu maestro di Mario Maccaferri, che è quello che ha costruito la chitarra importantissima che poi è stata utilizzata da Django Reinhardt, il quale è diventato un punto di riferimento per il chitarrismo mondiale ed è stato imitato un po’ da tutti.

Era un chitarrista gitano, uno zingaro francese vissuto nella prima metà del ‘900 che aveva perso l’utilizzo di indice e mignolo della mano sinistra in seguito ad un incidente e praticamente è diventato un fenomeno. Alcuni aneddoti: Sultans of Swing dei Dire Straits è dedicata a lui, lui era il sultano dello swing; nel film Chocolat Johnny Depp suona un brano di Django Reinhardt; un film molto bello di Woody Allen, Accordi e disaccordi, tratta della storia un po’ rocambolesca di Django Reinhardt. Quindi il 23 e il 24 ci si dovrà immergere in questa musica, anche per dare il giusto risalto alla liuteria centese che ha dato un contributo davvero importante al suono gipsy jazz mondiale.»