Avete mai sentito parlare del Dr. Why? Fino a qualche settimana fa io l’avevo solo sentito nominare, mi avevano parlato di un quiz multimediale a squadre e a premi in stile Chi vuol essere milionario? e l’idea mi aveva incuriosita. Grazie ad un amico ho conosciuto Mimmo Verlengia, organizzatore e presentatore del gioco nelle zone di Ferrara e Rovigo. Mi ha spiegato brevemente le meccaniche del gioco e fornito un calendario delle serate.

Raggrupati in una squadra i miei più temerari amici, abbiamo deciso di partecipare all’evento organizzato a “La Maison” di via Carlo Mayr, luogo a noi familiare in quanto teatro di piacevoli serate. Insomma, per il nostro debutto abbiamo scelto di giocare letteralmente e figurativamente “in casa”.

Mimmo ci ha accolti e tesserati in modo da poter scegliere un avatar per la nostra squadra e allo stesso tempo accedere ai nostri punteggi sul sito internet del circuito Dr. Why in qualsiasi momento. Dopo una breve introduzione con la quale ci è stato spiegato che esistono diversi tipi di domanda che valgono più o meno punti e che anche la velocità nel rispondere e la posizione in classifica giocano un ruolo fondamentale nell’attribuzione dei punteggi, ci siamo impadroniti di una pulsantiera e ci siamo preparati a spremere le meningi.

Grazie alle luci, alla musica, all’interazione del presentatore col pubblico e alle ottime birre serviteci dai gentilissimi Denis e Laura, la serata è volata e siamo addirittura riusciti a conquistare un bel 2° posto con relativo premio, tutto grazie alla nostra passata dedizione alla Settimana Enigmistica e alla suprema Wikipedia, ma non solo. Il bello del Dr. Why è che tutti riescono a contribuire grazie alla vastità degli argomenti trattati e allo stesso tempo tutti possono imparare qualcosa divertendosi sia in compagnia delle proprie amicizie storiche che di quelle nate nel corso delle partite.

Dopo la piacevole serata ho scambiato due parole con Mimmo per sapere qualcosa in più sul gioco e su come lui fosse arrivato a condurlo. Per comodità riporterò la conversazione in forma di dialogo:

Mimmo, come hai conosciuto il gioco? E come sei arrivato poi a condurlo?

Beh, nella mia città era abbastanza popolare e ci giocavo spesso, mi piaceva davvero molto. Quando poi ho cambiato vita e mi sono trasferito qui ho deciso che avrei cercato di diffonderlo anche qui.

Qual è la parte migliore del tuo lavoro? E quella peggiore?

Mi piace moltissimo il fatto che il gioco mi permetta di stare sempre in mezzo alla gente, è bello riuscire ad intrattenere un gruppo di persone. Ovviamente è una grande responsabilità, la parte peggiore è forse sapere che se qualcosa dovesse andare storto sarebbe mio dovere riuscire a mantenere alto il morale dei giocatori.

Perché consiglieresti di giocare al Dr. Why? Cosa pensi possa dare a chi partecipa?

Al di là dei premi che si possono vincere, è un ottimo modo per passare una serata in compagnia, bere o mangiare qualcosa insieme ai propri amici e allo stesso tempo mettersi in gioco. Poi se va bene si vincono anche dei bei premi.

Che consigli daresti ai nuovi (o anche meno nuovi) giocatori?

Se dovessi andare sul tecnico, direi di non avere fretta nel rispondere, soprattutto se si occupa una buona posizione in classifica. Comunque è fondamentale che i diversi componenti della squadra siano competenti ognuno in un ambito differente, così da coprire il maggior numero di domande possibili.

Ho poi ringraziato e salutato il disponibilissimo Mimmo e mi sono incamminata verso casa ancora carica per il 2° posto ottenuto. Da quella sera, spesso in compagnia della mia squadra, sono diventata una giocatrice fissa del Dr. Why e devo dire che nella sua semplicità il gioco non mi stufa mai, dandomi la possibilità, come ha detto Mimmo, di stare in compagnia, di confrontarmi con altri giocatori e di ampliare le mie conoscenze. Tra l’altro proprio l’altro giorno alla partita giocata all’Art Cafè ho ottenuto il mio primo 1° posto (scusate il gioco di parole) e credo di avere ancora dell’adrenalina in circolo.

In conclusione non vi resta che provare e, chissà, magari riuscirete a portarvi a casa anche un bel premio. Se ce l’ho fatta io…

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Qui trovate la pagina ufficiale del Dr. Why a Ferrara