Di Alessandro Mela

In quest’epoca di eterne incertezze, ha compiuto vent’anni un’attività cara ai lettori ferraresi: la Quinta Dimensione, la fumetteria di via Carlo Mayr. In occasione di questi (primi) due decenni abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i titolari, per cercare di carpirne i più oscuri segreti.

Ma qual è stata la genesi della Quinta?

La Quinta Dimensione non nasce dal nulla, ma pone le sue basi sul negozio di fumetti che c’era prima: Comicsland, aperto a fine ’93, parte di un franchise. A reggere il timone dell’attività, a quei tempi, c’erano sono un ragazzo e una ragazza di Padova, assunti dal titolare stesso. Tra i clienti abituali c’è Lorenzo allora studente, ma soprattutto lettore e collezionista di fumetti di ogni genere.

A quei tempi la coppia che gestiva Comicsland riusciva a sopravvivere economicamente, ma senza la competenza del lettore ferrato in materia: con più di un decennio di passione sulle spalle Lorenzo iniziò così a fare da consulente, per poi diventare dipendente a tutti gli effetti. Nel frattempo una scissione tra gestori e titolari ha portato la fumetteria a uscire dal circuito di Comicsland, e i due ragazzi preferirono tornare in patri ed il negozio venne messo in vendita. Ed è qui che entra in scena anche Rudi, altro cliente del negozio e futuro collega di Lorenzo, e si inizia a pensare di rilevare il locale. L’idea è allettante, le incertezze tante, ma questo non impedisce di realizzare il sogno: nasce la Quinta Dimensione.

Sono passati vent’anni da allora: Adesso sarebbe più facile aprire un’attività?.

“Dipende, oggi è forse più semplice da alcuni punti di vista, ma molto più difficile da altri. Avere delle sovvenzioni è più arduo, e la tassazione è aumentata “in modo spropositato”: due titolari e un noto “socio occulto”.

E a concorrenza come va? Basta fare un giro in libreria per notare una sempre crescente area dedicata alla “nona arte”.

“Faccio spesso un salto in libreria ed è vero, ci sono più proposte rispetto a una volta” – ammette Lorenzo -“ma ci sono anche più editori che fanno un certo tipo di discorso portato per la libreria di varia, viene chiamata così. Non è una vera e propria concorrenza: il lettore che compra in libreria non è il lettore che compra in fumetteria, sono due tipologie differenti. Poi ovviamente c’è anche quello che fa entrambe le cose. Noi abbiamo sempre puntato sul fumetto popolare, più economico, come il manga e il supereroe. Ci stiamo allargando anche a questo settore però, facendo un discorso più completo.”

Ma non si può certo parlare di concorrenza senza pensare ai giganti nati negli ultimi anni: nel 1996 erano fantascienza, ma oggi l’e-commerce e le letture in digitale sono realtà in costante progresso. “Avete adottato qualche strategia particolare per “controbattere” alle offerte online?” – e il pensiero va subito ad Amazon, col suo 15% di sconto.

“C’è stato un buon boom: noi ci proviamo a controbattere, proponiamo iniziative il più frequente possibile, fornendo un servizio che sia quantomeno paritario, con sconti che ci costano comunque parecchio. Dobbiamo stare comunque entro un certo limite. Molti preferiscono ricevere a casa invece che prendersi su una volta al mese e venire in centro! Ma grazie anche alla nostra pagina Facebook siamo riusciti a instaurare un rapporto di fiducia col cliente, c’è il rapporto umano che non c’è comprando online. Questo è ciò su cui puntiamo di più: il rapporto umano e cercare di offrire un servizio il più vicino possibile. Poi starà al lettore, al cliente, decidere cosa fare.”

E il digitale? Ne approfitto per rispolverare una citazione di Stan Lee, la mente alle spalle di buona parte dell’universo Marvel: “I fumetti sono come le tette, in digitale sono bellissimi, ma preferisco stringerli tra le mani”.

“Stan Lee è un grande: sono pienamente d’accordo con lui. Vengo da una generazione cresciuta con il cartaceo; le nuove generazioni nascono col digitale, quindi è probabile che in un futuro non troppo lontano non dico soppianti del tutto il cartaceo, ma credo che possa diventare un antagonista di un certo tipo. Spero sia il più avanti possibile: vorrei arrivare alla pensione! Devo portare avanti il discorso del cartaceo. Alcuni giovani prima leggono online in anteprima, poi in base al proprio budget scelgono cosa comprare in cartaceo”.

Le nuove tecnologie non sono però l’unica novità a essere esplosa sul mercato negli ultimi anni: le sale cinematografiche sono state letteralmente invase dai cinecomic, così come i canali televisivi tradizionali e il novello Netflix. E oltre alle opere derivate, non mancano quelle che omaggiano questo mondo: su tutte “The Big Bang Theory”.

Alle fiere del fumetto ci sono file interminabili, ma tra cosplay e gamer, è cambiata negli anni la clientela?

“Ogni volta che esce un qualcosa c’è sempre qualcuno di nuovo che si interessa al personaggio del momento. A meno che il film o il telefilm non sia una ciofeca, in quel caso può essere controproducente! Suicide Squad non ha portato nulla per esempio, così come Lanterna Verde qualche anno fa. Per i titoli Marvel invece Daredevil ha avuto un buon riscontro: dopo la nuova serie le vendite sono quasi raddoppiate. Doctor Strange non se l’era mai considerato nessuno, ma con tutto il battage pubblicitario del film che deve uscire è partito subito forte. Dipende dalla qualità del prodotto, e dalla diffusione che ha”.

Non è facile costruire un identikit dei lettori ferraresi: cosa leggono? “Il manga rimane sempre il titolo più venduto in generale, alcuni vendono più del doppio dei supereroi o dei fumetti italiani. Il fumetti che vendono di più sono One Piece e One Punch Man, se la giocano sulle 130 copie senza contare i riordini. Tra Marvel e DC invece L’Uomo Ragno e Batman sono sulla cinquantina di copie. Batman è in calo ultimamente”.
“L’italiano invece” – continua Lorenzo – “in massima parte è Bonelli, anche se è un prodotto ancora molto legato all’edicola. Stanno cominciando a fare edizioni per fumetterie però, da collezionisti, è un work in progress”.

Anche il range di età è piuttosto vario: ci sono i “vecchi” clienti presenti fin dall’inizio, mentre la media si assesta soprattutto sulla fascia tra i 16 e i 25 anni, con un continuo ricambio dato in buona parte anche dalla permanenza temporanea in città degli studenti. Non mancano però negli ultimi anni alcuni giovanissimi, che si avventurano tra le pagine colorate insieme ai genitori o durante gli attimi di libertà all’uscita da scuola. “La fumetteria come concetto generale è diventata più d’uso comune” mi confermano le due massime autorità della Quinta.

Avete qualche aneddoto particolare? Ci sarà qualche personaggio strano che ha varcato la porta.
“Ne capitano spessissimo, in particolare gente che ci chiede le cose più astruse: di recente un ragazzo ci ha chiesto una clessidra.”

La Quinta Dimensione è una realtà ormai ben radicata su Ferrara e in cui tutti, almeno una volta hanno messo piede. Alcuni sono rimasti al suo interno o a gravitare nell’orbita di Rudi e Lorenzo, ed è proprio grazie a quest’ultimi che ora sono in grado di pattugliare Gotham City sulla Batmobile, mangiare chimichanga con Deadpool, salpare sulla Going Merry o cercare le sfere del drago per resuscitare per l’ennesima volta Crilin.