La ‘prova Brumotti’ smaschera entrambe le parti

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di Ruggero Veronese

Si fa presto a passare dal Brumotti fomentatore di odio e razzismo al Brumotti coraggioso reporter che smaschera la Lega.

Basta cambiare amministrazione: cambierà anche la prospettiva con cui si osservano i problemi.

Prendiamo l’annosa questione dello spaccio in zona Gad. Ricordo quando due anni fa esatti, nel marzo 2019, Striscia la Notizia mandò in onda un servizio sui problemi di degrado a Ferrara, con l’esuberante inviato Vittorio Brumotti a rincorrere gli spaccini davanti alla stazione.

Con tanto di bicicletta e megafono, in un’involontaria ma quantomai precisa rivisitazione del ‘metodo Naomo’ che tanto aveva diviso le opinioni dei ferraresi.

Erano gli ultimi mesi dell’amministrazione Tagliani e da sinistra si levò un coro unanime di sdegno: Brumotti veniva accusato di cavalcare l’onda dell’intolleranza per creare clamore, di fomentare gli istinti e le reazioni peggiori della cittadinanza, di dare una visione troppo semplificata di un problema complesso.

In alcuni casi addirittura di agire dietro un preciso mandato e interesse politico: favorire l’ascesa della destra.

“Fa tutta parte della macchina del fango che è costata in questi 4 anni, solo per Ferrara, almeno 500 mila euro alla Lega. Da Porro su rete 4, a quinta colonna, Matrix e Brumotti”, scriveva in quei giorni il docente Unife e marito dell’allora assessore Fusari, Giangi Franz.

Ma anche senza arrivare a tesi così elaborate, la levata di scudi da sinistra fu unanime.

Basti pensare al diffusissimo video del comico e presentatore ferrarese Paolo Franceschini – condiviso da molti esponenti del Pd locale – che chiedeva a Brumotti di non dare una rappresentazione distorta di una città che “è molto di più di 4 spacciatori sfigati che stanno in stazione”.

Passano due anni e Brumotti torna a Ferrara. Ci torna per realizzare una sorta di servizio-fotocopia di quello andato in onda due anni fa.

Il senso finale è che ci sono pezzi di periferia in balia dello spaccio: “Qui la situazione è fuori controllo”, dice chiudendo il collegamento.

Che a conti fatti, e a prescindere dalle simpatie politiche di ciascuno, è vero oggi come lo era due o cinque anni fa.

Ci sono gli spacciatori davanti alla stazione e al grattacielo, c’è Brumotti che prima si fa approcciare e poi li insegue, i vigili urbani che vedono ma non intervengono, c’è la troupe televisiva aggredita davanti alle mura e la polizia che interviene sul posto per difenderla dai pusher.

Tutto molto casinaro, tutto molto sensazionalistico e strumentalizzabile.
Insomma: tutto da copione.

Questa volta però qualcosa cambia: il servizio di Brumotti piace, e anche parecchio. Piace soprattutto a sinistra, dove viene presentato come una prova dei fallimenti dell’amministrazione leghista.

Le condivisioni del video si impennano, senza alcuna critica o vaga perplessità per il sensazionalismo o il rischio di fomentare intolleranze verso la popolazione africana.

Nemmeno un sopracciglio alzato verso quel ‘Brumotti-style’, ancora così simile al Metodo Naomo della prima ora.

Neanche un video di risposta per riportare l’attenzione sulle bellezze della città. Insomma: nessuno più che parla di esagerazione o distorsione della realtà, nessuno più che spiega ironicamente a Brumotti che Ferrara è molto più di quattro spaccini sfigati in stazione. “Brumotti – titola Estense.com – smaschera la ‘Gad story’ di Naomo”.

In fin dei conti, dirà qualcuno, è giusto che vada così.

La nuova maggioranza aveva promesso di debellare lo spaccio in tempi record e per ora ha fallito. Fabbri due anni fa ringraziava Brumotti e prometteva un cambiamento, Naomo preannunciava “calci in culo” a tutti i pusher, per poi limitarsi a sfilargli – inutilmente – le panchine da sotto il sedere.

E di sicuro non ha tutti i torti il segretario del circolo Gad del Pd, Matteo Proto, quando dice che “le immagini parlano chiaro: lo spaccio di droga a cielo aperto non è stato minimamente scalfito dai megafoni”. È la legge del contrappasso: la Lega viene ripagata con la stessa moneta.

Eppure mi sembra che tutta questa trascurabile vicenda metta in luce la debolezza di entrambe le parti.

Della Lega, ovviamente, che su polemiche molto forti e divisive come l’immigrazione e lo spaccio ha coltivato le proprie fortune, e presto o tardi rischia di vedere questa tensione sociale ritorcersi contro.
Ma anche del binomio Pd – Sardine o più in generale dell’opposizione, sempre più vuota nelle proposte e sempre più disposta ad attaccarsi ad ogni polemica per puntare il dito contro le responsabilità altrui, in una perenne campagna elettorale a colpi di post sui social.

Proprio come faceva la Lega qualche anno fa. E così anche i servizi di Brumotti vengono promossi e rivalutati: se ieri erano sterili e strumentali polemiche, per giunta prodotte da Mediaset, oggi diventano utili e condivisibili denunce sui problemi della città, o come è stato scritto le “prove inconfutabili delle menzogne della Lega”.

È il gioco delle parti, baby.
Che tristezza, però.

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