Arriva il bollettino del sabato: per la prima volta Ferrara registra +0 positivi in provincia. Un dato che consacra l’ottimismo che già arieggiava da giorni negli umori di Ferrara e nei ferraresi, unito a un senso di soddisfazione per il risultato dei grandi sacrifici che ognuno di noi ha fatto da due mesi a questa parte.

Non solo l’ottimo dato arrivato dal protezione civile, ma è anche il primo weekend della fase 2: quindi quale motivo migliore per festeggiare se non uscire e brindare l’inizio della fine della più grande pandemia globale da 100 anni a questa parte?

Da Carlo Mayr fino a via Adelardi, i bar aprono, creano percorsi per evitare contatti e limitano ogni tipo di avvicinamento all’interno del locale e limitrofi. Alle limitazioni imposte i locali del centro di Ferrara hanno risposto presente, sacrificando alcuni tavoli e sedie a beneficio del ritorno a bere e mangiare tra le vie del centro.

Sembrerebbe tutto fantastico, fino a una settimana fa potevamo uscire solo se strettamente necessario e adesso addirittura mangiare un hamburger al pub? Siamo passati da 0 a 100 senza neanche farci caso e abbiamo sfogato su tutto il weekend gli ultimi 60 giorni dove non è passato un momento in cui non abbiamo desiderato uscire con gli amici.

Adesso la not(t)e dolente. Pochi, pochissimi con la mascherina, tra chi non l’aveva (l’avete dimenticata a casa?) e tra chi la teneva sotto al collo: quale sarebbe l’utilità?

Vicini. Quasi attaccati. Dove è finito il metro di distanziamento?

Se vogliamo che questa fase 2 continui, anzi migliori in una eventuale fase 3 che significherebbe aver sconfitto il virus, così come i locali osservano le normative anche i ferraresi devono seguire gli obblighi dall’amministrazione. Mascherina e distanziamento sociale.

Sembra che l’unica differenza rispetto a 2 mesi fa sia solo che adesso baristi e camerieri nei locali indossino la mascherina. Eh, ma tutti gli altri?

O ci sforziamo e ci abituiamo a indossare la mascherina, oltre ovviamente non formare assembramenti, oppure aumentiamo il rischio di un nuovo lockdown.