Circa 3 anni fa, durante il mio girovagare per la movida ferrarese collocata in fronte al duomo, conobbi Giovanni.

Era un amico di amici, spesso si passava qualche momento notturno insieme, seduti sul marmo a tracannare birre prese dal pakistano e a cantare stonati l’ennesima versione de La Locomotiva di Guccini con una chitarra scassata.

Giovanni era di origini siciliane, venuto a Ferrara per studiare Geologia a Unife, lo vedevo sempre attorniato da studenti Erasmus, spesso lo sentivo parlare di viaggi Ryanair e destinazioni lontane dalle mura roventi del Castello Estense.

L’estate terminò con le prime piogge di settembre e, come spesso accade alle cose  che nascono nella stagione più calda dell’anno, le uscite insieme finirono e con esse la mia frequentazioni con Giovanni.

L’unico ponte rimasto fu Facebook ed è proprio da lì che è nata quest’intervista.

Da qualche tempo vedevo foto di Giovanni in luoghi assurdi, lontanissimi da casa. Le foto erano sempre più frequenti, ogni giorno cambiava località e questo fenomeno continuò per settimane che diventarono mesi.

Inizialmente pensai che fosse un mantenuto che aveva deciso di spendere i soldini del papi viaggiando ovunque per il globo terracqueo, ma mi sembrava impossibile, allora ruppi ogni reticenza e lo contattai per farmi spiegare bene, per capire come fosse possibile che stesse viaggiando ininterrottamente da mesi,  ecco quello che gli ho chiesto.


Ma quindi cosa fai esattamente?

Sono costretto ad utilizzare la terminologia inglese in quanto in italiano non renderebbe: quello che faccio viene definito travel deals hunter & editor e consiste nel cercare e trovare offerte di voli e hotel a prezzi particolarmente sotto la media. Fatto ciò, scrivo un articolo per i siti con cui collaboro.  Allo stesso tempo sfrutto al massimo le potenzialità del lavoro da remoto e la libertà che esso concede, saltando da un posto all’altro, forse anche troppo spesso.

Sono in movimento da 5 mesi (tutti spesi in Asia tra Thailandia, Singapore, Indonesia e Malesia) e con nessuna intenzione di fermarmi, soprattutto dopo aver conosciuto decine di persone che vivono esattamente in questo modo ormai da anni e conosciute nel web come digital nomads.

Come hai iniziato questo lavoro?

In realtà ho cominciato questo lavoro quando non avevo nemmeno idea potesse essere un lavoro. Fin dall’avvento delle compagnie aeree low cost sono stato incuriosito dai prezzi incredibilmente bassi che offrivano e così cominciai a setacciare il web per trovarli, studiare le loro evoluzioni per la vacanza estiva dell’anno successivo. Non sempre li compravo, era semplicemente un hobby; oppure li condividevo con amici e parenti. Con il tempo si è quindi trasformata in un’abilità.

Durante la fase di ricerca lavoro post laurea, tra Ottobre e Novembre 2016, mandai delle lettere di candidatura spontanea a vari travel blog finché una non ha avuto esito positivo.

Ed eccoci qua.

Cosa cambia da quelli più canonici?

Dai lavori tradizionali cambia assolutamente tutto. Si guadagna tantissimo in libertà ed autogestione del proprio tempo. E poter lavorare da casa o da qualunque posto nel mondo è un aspetto fondamentale e nel mio caso assolutamente positivo.

Come reagisce la gente quando gli dici cosa fai?

Con scetticismo e a volte con saccenza, ma lo comprendo. Non è il lavoro convenzionale che noi tutti immaginiamo e si distacca abbastanza da ciò che riteniamo “normale e giusto”.

Lavorare da remoto ti permette di uscire dagli schemi e dalla vita “preconfezionata” che la società ci riserva. Sono partito per l’Asia proprio perché sapevo di trovare altri digital nomads, per imparare tutto sui lavori online e così è stato. Credo che il lavoro da remoto sia il futuro della società e le stime degli esperti lo affermano.

Esiste ancora un posto che chiami casa?

Casa è dove il mio laptop si connette automaticamente al Wifi. Scherzi a parte, sì: casa mia è in Sicilia e sempre verrà considerata “casa”. Alle vacanze estive e natalizie a casa non rinuncio ma, per indole e obiettivi personali, non riuscirei a viverci al momento e forse mai.

La cosa più assurda che ti è successa viaggiando?

Domanda davvero difficile…un po’ complicato scegliere un evento che spicchi rispetto ad altri. Il Mardi Gras di New Orleans forse, una festa incredibilmente folle.  

Oppure fare kayaking con dei russi nei monti Urali bevendo vodka e mangiando sardine.

Assurdi anche certi panorami del Sud Est asiatico, davvero mozzafiato.


Per poter seguire tutti i luoghi visitati da Giovanni è possibile collegarsi al suo account Instagram cliccando qui.