«Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».

Chi è San Giorgio?

Giorgio (dal greco colui o colei che lavora la terra, agricoltore, contadino) nasce nella regione Turca della Cappadocia verso il 280 da una famiglia cristiana. Trasferitosi in Palestina si arruola nell’esercito di Diocleziano, Imperatore romano che governò dal 20 novembre 284 al 1º maggio 305, diventando nel tempo la sua guardia del corpo.

Nel 303 l’imperatore emana l’editto di persecuzione contro i cristiani e Giorgio, cristiano, andò contro tendenza donando tutti i suoi beni ai poveri, dopodiché viene portato in tribunale dove esterna senza paura e timore tutta la sua fede in Cristo. L’Imperatore stupito per questo affronto, si complimenta per il coraggio e lo incorona primo generale dell’esercito. No ovviamente non è andata così. Dopo questa dichiarazione, Giorgio passa il resto della sua vita in carcere subendo terribili torture fino alla decapitazione. Poco prima della sua morte promise protezione per tutti coloro che avrebbero onorato le sue reliquie.

La leggenda di San Giorgio

Finito timidamente su dei libri per un paio di anni, fu ripreso nelle storie e nelle leggende dei crociati che trasformarono la figura di San Giorgio da martire a Santo guerriero. Una figura ultraterrena, forte e coraggioso che ha sfidato gli ordini dell’uomo più potente del mondo a favore di ciò per cui crede. Una storia di forza e spirito incentivato dal nostro scopo e dalla nostra missione terrena.

D’altronde quante storie di miti e leggende create e raccontate intorno a un fuoco, con l’obiettivo di far emergere la forza dello spirito e del credere in quello che stiamo facendo. Perché lo stiamo facendo? Perché noi siamo il bene e lui è il male. Spesso la forza mentale e del credo e più forte della forza fisica e di ciò che è reale.

La leggenda si alimenta. Riccardo Cuor di Leone lo invoca protettore di tutti i combattenti. Con i Normanni il suo culto si radicò fortemente in Inghilterra dove, nel 1348, re Edoardo III istituì l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio. In tutto il Medioevo la sua figura divenne oggetto di una letteratura epica.

Devozione a San Giorgio

San Giorgio è considerato il patrono dei cavalieri, dei soldati, degli scout, degli schermitori, degli arcieri. E anche dei ferraresi.

Qui Il Cuore d’oro – Video-evocazione 3D della Cattedrale di Ferrara

https://www.facebook.com/watch/live/?v=1410076289173615&ref=watch_permalink

Come nel caso di altri Santi avvolti nella leggenda, così anche per San Giorgio aveva la funzione storica di ricordare al mondo una sola idea: il bene a lungo andare vince sempre sul male.

La lotta contro il male è una dimensione sempre presente nella storia umana, ma questa battaglia non si vince da soli: San Giorgio uccide il drago perché crede in qualcosa, mosso dalla forza di volontà, di non accettare le ingiustizie e il tutto spinto dal volere di Dio. Con la forza e con il credo il male non avrà mai più l’ultima parola.

Anche stavolta San Giorgio va festeggiato e ricordato perché mai come oggi, siamo tutti di fronte a un unico nemico. San Giorgio ci insegna che la forza d’animo e il credo intrinseco, che sia per Dio o per altri credi, è la più grande arma che abbiamo contro il virus.

La forza di volontà sistema squilibri, si fa da scudo e da lama per ribellarsi al cambiamento che stiamo vivendo. Il male, nelle vesti di un virus intangibile, subdolo e letale con i più deboli, verrà ancora una volta sconfitto e torneremo a respirare il profumo della libertà. Senza mascherina.

In cosa crediamo? Crediamo nel futuro, in ciò che verrà, nei sacrifici che stiamo facendo. Crediamo nel superare gli ostacoli, nel non scoraggiarci e nell’immaginare il domani con il sorriso che rispecchia il nostro credo: prima o poi, tutto andrà bene.

Da soli si va veloci ma insieme si va lontani. Basta crederci.

E allora buon San Giorgio e annientiamo ancora una volta il drago.

Sabato 25 aprile alle ore 21.00 prima edizione di Ferrara’s Gad Talent. Partecipa anche tu.