Nel 2020 è cresciuta la consapevolezza di investire sulla mobilità sostenibile su gran parte delle città dell’Unione Europea. Era nell’ordine del giorno già da parecchi summit, teoricamente se ne parla dal protocollo di Kyoto, ma non c’è mai stato un affondo decisivo per buttare nero su bianco e costruire città predisposte alla sostenibilità ambientale. 

Perché tutti parlano di investire sulla mobilità sostenibile? 

Che il cambiamento climatico sia un dato di fatto non è più solo un articolo presente su Focus ma è tangibile e percepibile agli occhi di tutti. Caldo esasperante e acquazzoni devastanti hanno colpito tutti, chi più chi meno, non lasciandoci più l’alibi di voltarci dall’altra parte. Ma i governi mondiali evidentemente non sono riusciti a modificare il proprio modello produttivo in corsa ed ecco che si palesa l’opportunità: reset mondiale per il lockdown, ricostruiamo nazioni con bassissime emissioni di Co2 e tra gli interventi incentiviamo l’acquisto di monopattini elettrici o biciclette. 

Come funziona il buono mobilità? 

Può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web e sarà accessibile entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale:

  • Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.
  • Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

Quindi conviene comprare un monopattino elettrico? 

In qualsiasi parte d’Italia la risposta probabilmente sarebbe stata sì dato che nel 2020 hanno scoperto che gran parte delle mansioni quotidiane si possono fare anche lasciando la macchina in garage. 

Ma la situazione a Ferrara è decisamente diversa. 

Ferrara è la città italiana delle biciclette con un utilizzo da parte dei cittadini tra i più alti in Europa: nel 1991 la percentuale di utilizzo era del 30,7% contro il 30% di Copenhagen o il 27,8% dell’Olanda.

Ad ogni accesso della città è posto un cartello con la scritta “Ferrara città delle biciclette” seguito dalla citazione dell’adesione alla rete europea delle città amiche della bicicletta “Cities for Cyclists” e dal riconoscimento Unesco di città patrimonio dell’umanità.

La città storica viene infatti considerata come un’unità urbanistica che privilegia l’integrazione della componente ciclistica, mentre per l’esterno città sono state realizzate apposite piste ciclabili che consentono di raggiungere numerosi quartieri periferici.

Quindi possiamo serenamente dire che eravamo eco-friendly pure prima. 

Rieccoci nel 2020 con il bonus monopattino elettrico dove il ministero dell’ambiente incentiva con uno sconto del 60% l’acquisto di mezzi elettrici, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto e azzerare l’emissioni di Co2, la più grande piaga di tutti i centri città. 

Abbiamo così noleggiato un monopattino e provato sulla città di Ferrara per capire se effettivamente è ciò di cui abbiamo bisogno e se potrà sostituire il mezzo più usato a Ferrara che non è l’auto ma bensì la bicicletta.

La risposta è assolutamente no. Oltre che essere molto più salutare pedalare e fare attività motoria per raggiungere la propria destinazione, la bicicletta dà un senso di maggior sicurezza grazie alla predisposizione più agile in caso di improvvise manovre. Tra le cose, guidare un monopattino elettrico con una sola mano è difficile, anzi non si può, non si dovrebbe fare neanche con la bici ma se piove l’ombrello in qualche modo dovremmo pur tenerlo. Immaginatevi di tornare in treno da Bologna, arrivare a Ferrara con un temporale e voi siete con il monopattino elettrico? 

Inoltre ci sono vie dove il monopattino proprio non può andarci, tra queste una delle vie più belle mondo che è via Ercole D’Este. Solo delle gomme con un baricentro alto come le bici possono farci gustare la meraviglia di questa via senza farci incastrare tra i ciottoli e shakerare ogni cellula del nostro corpo. 

Concludiamo con una nota più romantica, più passionale. Apro il cassetto dei ricordi su tutti quei giri in bicicletta dove caricavamo la propria fidanzata e ci facevamo un giro sulle mura durante il tramonto gustandoci la bellezza del paesaggio e scontrando la freschezza del vento che incontravamo a ogni pedalata. Certo il cannone non era certo il divano di casa nostra ma la scomodità andava in secondo piano mettendo in risalto il momento intimo che solo una bicicletta poteva creare. 

Io da ferrarese importato mi tengo strettissima la mia bicicletta che ormai ho da 8 anni, record personale senza farmela rubare 🙂