“Ma quindi si può andare a correre?”,”Se le mura sono chiuse posso comunque correre lungo strada?”,”Posso correre stando lontano da tutti e in posti isolati?”

Quante volte questa domanda è partita come una scheggia impazzita dentro la chat di un gruppo WhatsApp che ha infiammato polemiche, discussioni, chi per il buonsenso, chi per l’essenzialità dell’attività motoria, chi per la libertà negata. A quasi 2 mesi dall’inizio del Coronavirus in Italia si è dovuto riprendere in mano carta e penna e chiarire, ulteriormente, cosa significa “Stare a casa”. S-T-A-R-E A C-A-S-A

Ieri sera il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha varato una nuova ordinanza per contrastare con maggior decisione la diffusione del Coronavirus. L’obiettivo è sempre quello di ridurre i contatti tra le persone, principale veicolo di trasmissione del virus. Il provvedimento vale in tutto il territorio regionale da oggi stesso fino al 3 aprile prossimo.

In base all’ordinanza, vengono chiusi al pubblico parchi e giardini pubblici. Viene poi limitato l’uso della bicicletta, consentito esclusivamente “per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche”: quindi ragioni di lavoro, di salute o altre necessità, come ad esempio gli acquisti di generi alimentari.

Identica limitazione per gli spostamenti a piedi. Un’unica deroga è possibile: se la motivazione è legata alla necessità di praticare attività motoria – come ad esempio una passeggiata per ragioni di salute, oppure l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche – si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione.

Il vietare la corsa deriva principalmente da due motivi. Il primo, e anche principale, è quello già discusso all’unisono, cioè di vietare assembramenti nei parchi e nelle mura. Si sa, amiamo i social ma tutto sommato siamo animali sociali che desiderano stare vicini-vicini quando usciamo. La seconda è più ipotetica, anche se iniziano a girare parecchi articoli a riguardo. Infatti secondo una ricerca di The Science, si pensa che il Covid-19 si diffonda in genere con le gocce invisibili emesse nell’aria quando una persona infettata tossisce oppure starnutisce. Queste piccole gocce possono essere inalate dalle persone vicine oppure possono depositarsi sulle superfici. Quando un’altra persona tocca queste superfici e poi si porta la mano alla bocca, al naso o agli occhi, si può infettare. Banalmente può essere la maniglia del condominio per entrare o uscire, ma anche il manubrio della bicicletta.

Ma per quanto tempo il virus rimane in aria o sulle superfici?

Si sta ancora cercando una risposta definitiva. Secondo un articolo preliminare, pubblicato sul sito internet medRxiv, il coronavirus può restare nell’aria sulle superfici per giorni, in particolare fino a 24 ore sul cartone e fino a 3 giorni su plastica e acciaio. Lo indicano i dati frutto di esperimenti condotti dall’Istituto nazionale per le malattie infettive degli Stati Uniti (Niaid), che fa parte dei National Institutes of Health (Nih) in via di pubblicazione sul New England Journal of Medicine.

“Questo è molto importante sottolinea Burioni – in quanto confermerebbe come un modo importante di trasmissione del virus sia quello “indiretto” attraverso le nostre mani. Tocchiamo superfici contaminate e, inavvertitamente, ci infettiamo portando le mani alla bocca, nel naso o negli occhi”.

Concludendo: non si potrà più uscire di casa se non per necessità, e le attività motorie, se non per salute, non rientrano in questa categoria. Bisogna accontentarsi del pianerottolo o del cortile sotto casa. Ma anche la cucina va più che bene.

A tal proposito nei prossimi giorni pubblicheremo dei video di esercizi da fare in casa con il Coach Andrea De Vivo.

E adesso ci lasciamo con un altro quesito da poter lanciare nei nostri gruppi WhatsApp “Ma per prossimità, quanto si intende?”.

Ai posteri l’ardua sentenza.