PEDALA! – ILARIA CORLI, UNA STORIA FERRARESE

Perché ogni salita è una discesa ripida. Così rappava Frankie Hi Energy in una canzone di qualche anno fa. È solo una parola, ma anche e soprattutto un motto, uno stile di vita, un obiettivo da perseguire fino al confine dei nostri limiti, per conoscerli con onestà e tentare di superarli.
Una agguerrita ciclista che percorre Ferrara – Capo Nord in trenta giorni, ben piantata tanto sui pedali quanto sulla forza di volontà. Un desiderio realizzato e un libro, <strong>“Pedalando verso Capo Nord – Un sogno lungo 30 giorni”</strong> edito da La Carmelina, presentato in anteprima per il ciclo Autori a Corte 2015 in Sala Estense lo scorso dicembre.

Questa è <strong>Ilaria Corli</strong>, che nella vita è una laureata in matematica, violinista che ha preso parte al Buskers Festival con il suo gruppo Folk U!, tecnico federale di Triathlon, ultimo pezzetto della storia che la conduce al suo amore più grande, il protagonista di questo libro che è un oggetto con grande anima e necessario a chi di spirito ne ha da vendere. I 4200 chilometri che Ilaria percorre in solitaria sono raccontati insieme a Marco Nagliati, giornalista della Nuova Ferrara sono infatti l’essenza del suo spirito, che è quello di una ultracycler.
Austere montagne dell’Austria ci introducono a castelli e spartane strade acciottolate della Slovacchia. La natura colorata di giallo girasole della Repubblica Ceca degrada lentamente nel verde pallido delle colline che disegnano i paesaggi polacchi. Il mar Baltico lambisce il paesaggio estone. Lungo il viaggio di Ilaria si alternano l’ospitalità di nuovi amici e l’abilità di aggiustatori di biciclette; incontri di anime gemelle che viaggiano per il mondo, come lo spagnolo Alfonso che sogna di frequentare un corsodi clown e l’italiano Italo che da quando è in pensione gira i luoghi in solitaria, sedendosi su uno sgabello quando è stanco come se fosse la cosa più normale del mondo.
L’asfalto respira, reclama una attenzione che Ilaria non fatica a concedergli, prendendosi cura di lui come della sua stessa fatica fisica, nonostante non gli lesini dolori fisici e infiammazioni, pelle strisciata via e quel “Ce la farò”, quel tormento esistenziale che riguarda chiunque. IMG-20160218-WA0002
Così si alternano momenti di euforia e sconforto, in cui alla dolcezza e all’ospitalità delle persone subentrano improvvisi cambi di programma che non distolgono Ilaria dal suo obiettivo principale, cioè un viaggio “matto e disperato” verso una meta, Capo Nord, da lei sognata da una vita.
Un viaggio e una passione che nascono quando lei è bambina, e che racconta in amarcord familiari e caldi come l’accoglienza che spesso le riservano perfetti sconosciuti nelle terre di confine. Il nonno da cui eredita la passione della bicicletta e che la sostiene nelle marachelle a due ruote, il nonno a cui pensa quando taglia quel tranguardo personale e singolare.
Un viaggio che è una metafora, agrodolce, della vita sfogliata giorno dopo giorno tra salite che sembrano troppo ripide e improvvise discese che riempiono il cuore di gratitudine e nuova spinta per affrontare la salita che torna inevitabilmente più impegnativa.
IMG-20160218-WA0003
Non a caso l’ultimo tratto che percorre è descritto come il battito del cuore, quello che picchia duro quando non sai cosa c’è oltre la curva e, ancora di più, quando capisci che sei arrivata a destinazione.