di Arianna Poli

Fra poche ore sarà il 25 di dicembre e sfido chiunque a trovare il parente all’avanguardia che non ha ancora osato esclamare “Alexa, riproduci una playlist di Natale!“ per attirare l’attenzione su di sé e sfoggiare quel classico gusto invernale che comprende l’immancabile Michael Bublé, una magica Last Christmas per chi non se la sente di rinnegare gli anni ‘80 e All I Want for Christmas Is You, che ci fa ricordare l’esistenza di Mariah Carey.

Eppure, se qualcosa il 2020 ci ha insegnato, è il fatto che occorre decostruire le proprie certezze e reinventarsi. Quindi, perché no, sarebbe anche giusto per una volta salutare i crooners, lasciare gli Wham! alla filodiffusione del centro commerciale – chiuso, ovviamente – e lanciarsi in qualcosa di nuovo.

Il primo nome che non ti aspetti è quello dei The Killers, band alternative rock di Las Vegas, che nel 2016 pubblica Don’t Waste Your Wishes, una raccolta di brani natalizi scritti fino a quel momento, dove compare Don’t Shoot Me Santa, singolo spaziale accompagnato da un videoclip dove le parole chiave sono: maglioni brutti e nonsense.

Se rimaniamo su gruppi-all’-attivo-che-usano-le-chitarre, sarebbe triste non menzionare i Weezer e il mini Christmas EP degli anni 00, in cui la loro Christmas Celebration racconta letteralmente di un “uomo obeso” che “non riesce neanche a passare dalla porta”. Chissà a chi alludevano.

Quando però la contemporaneità diventa pesante, è necessario fare un salto di una quarantina di anni nel passato e andare a rispolverare i The Kinks, che addirittura si propongono paladini per il sociale e raccontano di Father Christmas, un povero Babbo Natale che viene prepotentemente malmenato da un gruppo di ragazzini decisamente poveri a cui poco importa dei giocattoli, poiché ciò di cui hanno bisogno sono soldi e pane da poter mangiare.

Dopo un viaggio nel tempo è il momento del viaggio nello spazio e, spostandoci questa volta in Italia, ci rassegniamo alla classica Canzone di Natale degli Zen Circus, i quali, non troppo contenti dei cenoni in famiglia né dei convenevoli, cantano fa che nonna mi abbia regalato i contanti / e non il solito paio di guanti.

Ultima – ma non meno importante – una rivelazione che sa anche un po’ di speranza. 

Phoebe Bridgers nella sua versione di If We Make It Through December, brano del ‘73 di Merle Haggar, ce lo dice chiaro e tondo: non vorrei odiare dicembre, dovrebbe essere un momento dell’anno felice, eppure il Natale adesso non possiamo permettercelo qui. Postilla importante da ricordare ora più che mai.

Magari se, per stavolta, ci impegniamo ad essere alternativi e creativi con la nostra playlist – e non solo – il prossimo anno potremmo essere più tipo I’m dreaming of a white Christmas /

just like the ones I used to know… 

Chissà.