kodaline-ferrara-castello-2I Kodaline sono inequivocabilmente un volto nuovo della musica internazionale : prima portavano il nome di “21 Demands”, e provengono dalla stessa città che ha dato ai natali una band di semi sconosciuti, la quale ha avuto la buona sorte di proporre qualche singolo di discreto successo: gli U2.

Non ho mai amato particolarmente chi per presentare un nuova band utilizza paragoni, talvolta forzati, con altre formazioni musicali.
Per questo non dirò che a tratti il tessuto musicale dei Kodaline ricorda i fratelloni Mumford and Sons ed un accenno di Coldplay meno radiofonici.

Si apre con una indiscrezione gossippara il mio concerto alla corte degli estensi e dell’Irlanda, parlando con i superuomini addetti al montaggio del palco pare che nelle segrete del castello, luogo adibito non più alla conservazione vita natural durante di prigionieri, ma all’accoglienza delle stelle del cielo musicale di Ferrara, i Kodaline abbiano un frigo compiacente e grasso nel vero e proprio senso del termine. Site all’interno stazionano, come foglie in autunno, trenta bottiglie di birra lager, dieci di birra rossa, tre onesti litri di vino e per finire, vodka gin e whisky.

kodaline-ferrara-castello-singerLa gran cassa dei Kodaline è già pronta sul palco, mancano i solo i musicisti : con i piedi piantati nell’erba dell’Irlanda ed il cuore ben saldo nel centro del castello estense, salgono uno ad uno i quattro componenti: Steve Garrigan alla voce, chitarra, tastiera ed armonica a bocca, Mark Prendergast alla chitarra, Jason Boland al basso e Vinny May alla batteria.

Il loro album, In a perfect world, del 2013, suona forte e deciso e si passa dai momenti più intimistici come Bran New Day ad High Hopes, traversando All comes Down e Pray. Il bello di aver inciso solo un album, Ep esclusi, è di non dover compiere il processo di selezione delle tracce che andranno a comporre la tracklist del concerto.

“È meraviglioso suonare in una cornice meravigliosa come quella di Ferrara”, Garrigan, per tutta la durata del concerto, non smette di affascinarsi di tutto ciò che lo circonda con uno stupore ormai proprio solamente dei bambini.
I cori, marchio caratterizzante e linea di continuità di tutta l’opera musicale dei Kodaline, rieccheggiano tra le antiche mura fino a colpire il cuore bollente della città, portandosi dietro la trama delle tastiere suonate dal frontman.

La degna chiusura arriva con la prepotenza curata delle oltre otto milioni d visualizzazioni su Youtube, si alza il tessuto musicale di All I want fino all’assolo quasi sacrilego che rompe la voce dell’atmosfera ricreato, facendo da apripista alla linea vocale che cortesemente si fa spazio nella più famosa ballad dei Kodaline.

Ed è in quel momento, dopo l’ultima nota suonata di All I want, che ti accorgi che il concerto è terminato.
Saluta tutti i presenti Steve Garrigan, insieme al resto della band, con uno dei momenti più sinceri dell’esibizione e qui si placa, i musici scendono dal palco, “we’ll see you the next time Ferrara”. Stavolta non è per finta, non è più quel passaggio onanistico e narcistico della classica finta di fine concerto prima degli ultimi due brani, si riaccendono le luci e dopo alcuni brevi istanti di silenzio arriva prepotente la musica del dj set.

Una gran bella chiusa, nulla da dire.

foto di Giorgio Stellini