L’economia circolare è un termine entrato in voga dopo la crisi del 2008. I lasciti di quell’anno sono state spaccature immedesimate in vere e proprie crisi come quella economica, sociale ed ambientale. Queste tre crisi hanno creato una serie di problematiche che hanno portato all’invenzione di nuove attività di business; e tra le tante nasce la sharing economy. Inflazionato ma lo ribadiamo che dalle crisi nascono sempre opportunità.

“What’s mine is yours”: non spendiamo soldi, non inquiniamo e stiamo anche insieme. L’esempio più famoso è Airbnb: se ho una camera in più anziché farle prendere la polvere, la metto in affitto per un paio di notti e ne approfittiamo anche per conoscere nuove persone. Dunque non produci, utilizzi materiale già esistente che può essere un asset ma anche un oggetto come il trapano e in più scambi due chiacchere. 3 crisi risolte in un’unica opportunità.

Task Rabbit ha creato un modello di business proprio sul prestarsi a vicenda oggetti non utilizzati, naturalmente pagando. Chi ne ha bisogno non deve esclusivamente recarsi al negozio e comprarlo, con la conseguenza che le fabbriche non devono produrne di nuovi; si usa quello che c’è già. Hai bisogno di un tagliaerba? Non vai a comprarlo per usarlo 2 ore in tutta la sua vita, ma lo prendi in prestito su TaskRabbit.

In pratica l’Economia Circolare è antitesi del capitalismo.

L’Economia Circolare è un fenomeno che è arrivato anche in Europa prendendo varie mutazioni, dal passaggio in auto come BlaBlaCar alle cene condivise. A Ferrara invece è arrivata con il furto delle biciclette. Anzi se si sviscera probabilmente l’Economia Circolare, qui era già presente da quando è stata messa la prima bici sulle strade di Ferrara.

Le biciclette a Ferrara si circolano da padrone a padrone, volenti o nolenti, finché, dopo una serie di anni, non ci si ritrova in mano la bici rubata qualche anno prima. In questo modo non si producono nuove biciclette, non si inquina e soprattutto ci si relaziona.

E se non ti hanno mai rubato una bicicletta, significa che non sei ferrarese.