Lo scorso weekend alcuni giornali della città hanno segnalato di un assembramento, e quindi un violazione del decreto in atto, da parte del Bagno Malua, fra i più gettonati per la movida estiva. In realtà, quello che non è stato scritto è che la ressa è avvenuta nei pressi del bagno, non al suo interno e quindi fuori dalla giurisdizione del privato.

Lella Calzolari, proprietaria del Malua54 del Lido di Spina dichiara «lo sforzo per garantire un divertimento in sicurezza all’interno del nostro locale è massimo».

«Il Malua si è dotato di un’agenzia di sicurezza e di personale per fare in modo di evitare gli assembramenti e per contingentare gli ingressi in ossequio alle direttive contenute nel DPCM. Peraltro, alla luce di questo e proprio perché come locale teniamo molto alla sicurezza dei nostri clienti, all’ingresso è stato posizionato un punto di distribuzione gratuita di mascherine. Oltre al fatto che ad ogni cliente viene misurata la temperatura attraverso il termo scanner».

In più, in diversi punti del locale, così come sulla passerella per raggiungere la spiaggia «sono stati posizionati diversi dispencer con il gel igienizzante per detergersi le mani».

L’ingresso ai banconi del bar, prosegue la titolare «è regolamentato e cadenzato anche grazie alla presenza degli addetti alla sicurezza. Gli stessi addetti che, all’entrata del locale, sono dotati di un’apposita applicazione che monitora gli ingressi e le uscite in modo tale da non avere mai un numero di persone presenti che superi la soglia consentita».

Venendo al comunicato dell’arma , Calzolari precisa che «l’accalcamento, composto da non più di duecento persone e non certo di seicento come qualcuno ha detto, si è disperso subito. E comunque, va detto che le persone che si sono assembrate si trovavano all’esterno del locale e non dentro. Questo proprio per evitare un’eccessiva presenza all’interno, così come prevedono i protocolli».

Il Malua si è sempre dimostrato fin dal primo giorno molto rigido e diligente nell’osservare le regole di distanziamento sociale, mostrando video e modalità che altre attività hanno poi usato come esempio e far ripartire una stagione già di per sé molto sfortunata per tutti gli addetti ai lavori.