Le notizie, in una città piccola come quella di Ferrara, girano molto velocemente, soprattutto se queste destano scalpore. La proprietaria del Lobo Loco, Maria Antonia, è riuscita a dare voce alla sua versione dei fatti per quanto riguarda la spiacevole vicenda che ha visto la chiusura del Lobo Loco.

La proprietaria dichiara che il suo locale “è frequentato abitualmente da maggiorenni tra cui studenti universitari, studenti Erasmus e lavoratori così come è risultato chiaramente dal blitz della polizia della sera di mercoledì 16 novembre”.

Per quanto riguarda la presenza degli adolescenti nei pressi del locale, la titolare spiega che “Negli ultimi mesi la via del Lobo Loco (via Borgo di Sotto, angolo via Paglia) è diventata ritrovo abituale di numerosi ragazzini che spesso e volentieri non sono miei clienti: infatti alla chiusura del locale, mi capita frequentemente di raccogliere bottiglie vuote e lattine di alcolici non acquistati al Lobo Loco, ma altrove” ritenendo più probabile che “i minorenni rimangano al di fuori del locale ad aspettare l’arrivo dell’amico maggiorenne con l’alcolico da consumare”.

Stando sempre alle parole della giovane proprietaria “trovo molte incongruenze da quello che hanno scritto i giornali e i media: ritengo impossibile che una ragazzina di tredici anni, alla sua prima bevuta, riesca a bene diciotto ‘shottini’ di vodka, oltretutto in meno di un’ora, davanti ai miei occhi, senza che io me ne accorgessi e soprattutto senza dover chiedere l’intervento di un medico.” ed aggiunge “Non adescavo nessun ragazzetto con gli shot da 1€, basta frequentare i locali del centro e notare che la maggior parte di essi offre il servizio degli shot ad 1€”.

Commentando poi la vicenda continua dicendo che “Non accetto di essere io il capo espiatorio di questa situazione, nata da una denuncia che forse dovrebbe essere rivolta verso un sistema educativo che preferisce usare la sottoscritta invece che assumersi la propria parte di responsabilità”.