Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito non parteciperà più al programma Erasmus+, un progetto europeo che dà la possibilità agli studenti dell’Unione Europea di studiare in università all’interno del circuito della Comunità Europea. 

L’Erasmus è nato nel 1987, e prende il nome proprio da Erasmo da Rotterdam che viaggiò in tutta Europa per conoscere e comprenderne le diverse culture. 

Esso è stato rinnovato con nuovi fondi europei per 14,7 miliardi di euro, diretti a sostenere tutti gli studenti dell’Unione interessati a svolgere una parte dei loro studi all’estero. 

Tra questi non rientrerà appunto il Regno Unito. 

Il Primo Ministro Boris Johnson ha dichiarato che il progetto Erasmus è troppo costoso rispetto ai benefici che porta, e per questo il 31 dicembre 2020 sarà l’ultimo giorno in cui il Regno Unito ne farà parte. 

Chi sta svolgendo attualmente l’Erasmus verrà accompagnato fino alla fine dell’anno accademico, o eventualmente inserito nel nuovo programma Turing Scheme appena annunciato da Johnson. 

Tale progetto, che prende il nome dal matematico Alan Turing, sostituirà l’Erasmus permettendo agli studenti britannici di studiare all’estero, anzi “nelle migliori università del mondo”.

Bisogna sottolineare che la selezione all’ingresso nelle migliori università del Regno Unito è sempre stata molto rigida, sia a livello di competenze richieste sia a livello economico, dato che la borsa di studio era spesso insufficiente per sostenere il costo della vita dei Paesi del Nord Europa. 

Con questa scelta, il Primo Ministro britannico mostra di non avere interesse nell’importare know-how proveniente dai restanti Paesi Europei, visto il vantaggio competitivo delle università inglesi, considerate capaci di garantire un’offerta formativa migliore rispetto a molti degli altri istituti in giro dell’Unione.

Aver chiesto la Brexit significa anche non comprendere le istanze di una generazione figlia del sogno europeo, che sta crescendo con ideali di solidarietà di condivisione nei confronti degli altri cittadini europei. 

È senza dubbio un duro colpo per un progetto come l’Erasmus, volto alla creazione di un vero popolo europeo al di là di storia, lingua e tradizioni diverse. 

Alle feste Erasmus mancheranno chissà per quanto gli inglesi e chi c’è stato sa che (non) è un gran perdita non averli.