L’Emilia-Romagna è una delle regioni più virtuose dell’Unione Europea con un PIL in costante crescita e che, nonostante l’emergenza sanitaria, risulterà la regione con un PIL in segno + nel 2021

Le 9 province dell’Emilia-Romagna vivono in una situazione di sviluppo e di innovazione invidiabile in gran parte d’Italia, tant’è che negli ultimi anni sono stati sviluppati una serie di HUB per permettere alle idee di potersi realizzare. 

La nostra Regione, dunque, sembra sempre più attenta all’innovazione e all’impresa, anche grazie ad un territorio composto perlopiù da piccole e medie imprese che, cooperando insieme, riescono a competere persino con multinazionali straniere.

Ferrara negli ultimi anni ha avuto una serie di luoghi adibiti allo sviluppo di idee, come l’Ex Teatro Verdi divenuto Laboratorio Aperto – Ferrara. Queste realtà hanno il compito di accelerare e mettere a disposizione dei professionisti delle risorse per realizzare i loro progetti così che smettano di essere solo sulla carta. E questo è un vantaggio anche perché le nuove Start Up che nascono in questo modo creano mercati nuovi e propongono soluzioni che prima di loro neanche esistevano.

Nonostante questa apertura all’innovazione e il contesto regionale in cui è inserita, Ferrara fatica ancora molto a mettersi al passo con le altre province.

Innanzi tutto perché con un’età media di 48,7 anni, Ferrara è la città più vecchia della provincia. E non c’è da sorprendersi, viste le limitate opportunità che hanno le nuove generazioni ferraresi dopo la laurea. 

In secondo luogo, Ferrara ha il tasso di disoccupazione tra i più alti della Regione che a sua volta ha il più basso tasso di disoccupazione d’Italia. 

Questi due dati assieme, in realtà, sono sconfortanti perché raccontano di una realtà dove i giovani faticano a trovare spazio per realizzarsi e, quindi, sono spinti ad andare altrove, portando la loro capacità di innovazione in altri territori, impoverendo di conseguenza quello ferrarese.

Ma perdere i giovani è perdere il patrimonio più importante, quello che in futuro potrebbe portare più ricchezza e prospettive di sviluppo.

Per questo, dovrebbe essere il territorio stesso a farsi da promotore e da traino, anche organizzando eventi come il Ferrara Hackathon dello scorso 14 e 15 novembre, patrocinato dal Comune di Ferrare e UNIFE, poiché rappresentano occasioni per i giovani di mettersi in gioco e di esprimersi. 

Occasioni che poi diventano opportunità per chiunque abbia una buona idea di vederla “scaricare a terra” e di ottenere la consapevolezza che con le condizioni giuste si può realizzare. 

Per questo è una buona notizia sapere che sabato scorso è stato lanciato il Climathon, un progetto dell’Unione Europea, promosso a livello territoriale da Ferrara Hackathon e Metropoli di Paesaggio, che ha coinvolto 80 partecipanti online provenienti da tutta Italia (anche due dall’Olanda), i quali hanno avuto la possibilità di proporre progetti e idee per il clima ferrarese. 

Mobilità, qualità dell’aria e intermodalità erano le categorie dove i partecipanti si sono sfidati, affiancati da professionisti che hanno offerto consulenza e concretezza ai singoli progetti poi esposti in diretta Facebook sulla pagina ufficiale Ferrara Hackathon. 

Essere giovani non è solo questione di età anagrafica. La nostra provincia deve diventare giovane nell’approccio imprenditoriale, nel modo di immaginare il nostro territorio da qui a dieci anni, con la consapevolezza che, se anche non ci sono ancora le condizioni ideali, le idee possono nascere e svilupparsi, basta farlo. E questo weekend è stato fatto.