La Certosa di Ferrara è considerata il più grande museo a cielo aperto della città. E non possiamo darle torto: non si tratta solo del camposanto per eccellenza del territorio estense, ma di un vero e proprio monumento da riscoprire in occasione del giorno dei morti.

Nato a metà del 1400 come luogo di preghiera destinato all’Ordine dei certosini e finanziato dal duca Borso d’Este, il complesso monumentale entra a far parte dell’Addizione Erculea affidata da Ercole I d’Este all’architetto Biagio Rossetti. Sorge così la chiesa di San Cristoforo, un tempio che custodisce i tesori pittorici dei maestri del tardo Rinascimento ferrarese.

Le soppressioni napoleoniche cambiano la storia: alla fine del ’700 i monaci vengono cacciati e la Certosa si trasforma in una caserma militare. Solo a partire dal 1813, dopo l’acquisizione da parte del Comune di Ferrara, diventa ufficialmente un cimitero pubblico, danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale e ampliato nel corso degli anni fino a diventare il complesso che conosciamo oggi, specie dopo gli ultimi lavori di restauro post sisma.

Ci perdonerete la lezione di storia, ma è necessaria per addentrarsi in questi oltre sei ettari di parco, immenso e tranquillo, dove riposano personaggi illustri e tanti nostri concittadini. Non a caso è nato un ‘tour delle sepolture’.

Inserito nell’Atlante dei cimiteri redatto dal Ministero dei Beni Culturali, vengono proposti tre percorsi tematici. Tra i 47 punti di interesse, vengono segnalate le tombe di Borso d’Este, Antonio Foschini e la cella Massari (lungo l’itinerario “Storie di Ferrara”), l’ultima casa dei maestri Giovanni Boldini, Filippo De Pisis, Michelangelo Antonioni e Florestano Vancini (per il tour de “Le sette arti”) e altre sepolture pregiate visitabili ne “La sacra bellezza”.

Non solo: sono stati realizzati, con il supporto di Ferrara Holding Servizi e la regia di Ivan Zuccon, già collaboratore storico di Pupi Avati, quattro cortometraggi dal taglio cinematografico che riprendendo i percorsi di visita e trasportano lo spettatore in un universo parallelo denso di magia.

Eterna bellezza, eterno riposo. In questa triste ricorrenza della commemorazione dei defunti, ci lasciamo con una citazione di Giorgio Bassani che più di altri ha saputo cogliere l’atmosfera sospesa che qui si respira: “Sarà per la dolcezza serena del luogo, ed anche, s’intende, per la sua quasi perfetta e perpetua solitudine, che piazza della Certosa è sempre stata meta di convegni di innamorati”.