Di Letizia Spettoli – Foto di Luca Veronesi

L’ignaro turista che fosse capitato a Ferrara lo scorso week end, nella speranza di visitare tranquillamente una pacifica città d’arte, si sarebbe alquanto sorpreso nel trovarsi davanti un’orda di persone che affollavano le vie del centro storico.

Sì, perché tra sabato e domenica la città estense ha accolto la seconda edizione del Vegan Festival, l’inaugurazione del tradizionale appuntamento del Palio, i festeggiamenti per la Spal, tornata in serie A dopo 49 anni, la Color Vibe Run, a Ferrara per la terza volta e, last but not least, la seconda edizione di Interno Verde. Il tutto benedetto da un cielo limpido – tranne per lo scroscio di sabato sera – e 27 gradi di massima.

Io e il fido fotografo Luca abbiamo contribuito con le nostre brave biciclette, come altre migliaia di persone, ad intasare il centro, durante i nostri vagabondaggi nel segno di Interno Verde, organizzato dall’associazione ilturco.

Nei due giorni di festival è stato possibile visitare i giardini di tutta Ferrara, normalmente chiusi al pubblico, e partecipare a una serie di appuntamenti, workshop, laboratori e perfino una gita fluviale.

Sono state registrate più di 6000 presenze, il doppio rispetto ai dati di affluenza dello scorso anno. Alcuni giardini sono stati letteralmente presi d’assalto, tanto che per entrare c’erano file lunghissime – ahimè, per questo motivo e per ragioni di tempo ne abbiamo saltati alcuni che ci erano stati caldamente consigliati dagli organizzatori. In ogni modo siamo abbastanza soddisfatti del nostro risultato: siamo riusciti a visitare 28 giardini su 50, di cui alcuni veramente mozzafiato. Si rischia di diventare retorici, ma è stata davvero una bella avventura.

Abbiamo preso talmente sul serio la nostra missione di visitatori di giardini che, vedendo un portone aperto – che sapevamo non far parte del festival – ci siamo introdotti chiedendo a una sorpresa proprietaria di casa se potevamo entrare, la quale ci ha permesso volentieri di entrare. La brava signora aveva aperto per salutare una vecchia amica e, prima che potesse richiudere, si era ritrovata degli estranei in giardino, questa è la vera magia di Interno Verde.

In questa carrellata di loci amoeni e fra tutto ciò che è stato proposto – e che naturalmente sono riuscita a vedere – l’appuntamento più controverso è stato Contronatura, la performance di Giacomo Cossio, che domenica pomeriggio ha dato il via alla rassegna Fuori Casa di Ferrara Off. Il pittore, armato di compressore e lancia per spruzzare la vernice, ha coperto di smalto rosa un gruppo di piante in vaso.

Prima che si desse il via alla performance, una ragazza del pubblico ha dato voce alla domanda che forse più d’uno si era posto e ha chiesto “Che bisogno c’è di maltrattare degli esseri viventi per parlare di un’idea concettuale? È una provocazione?”.

L’artista ha risposto che non voleva essere un atto concettuale, poiché lì era più importante il processo del concetto. Se pure era vero che era un atto che provocava qualcosa, non si trattava di maltrattare intenzionalmente le piante, già comunque maltrattate perché costrette dentro vasi e perché nella vita di tutti i giorni contribuiamo in ogni momento a danneggiare la natura. Lo ha definito come un “atto di pancia”.

Quella di inserire un evento di questo tipo in una manifestazione che sensibilizza sul tema dei giardini è stata senza dubbio una scelta forte e in un certo senso temeraria, ma non priva di spunti di riflessione.

In conclusione, spero vivamente che la prossima edizione non tardi a venire perché ho ancora molti giardini da scoprire e tanto da imparare – come mi ha fatto capire l’occhiata di una signora che, quando ho detto “Guarda! Delle nespole!”, mi ha risposto “Sono pere.”.

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