L’altro giorno riflettevo sui diversi modi in cui le persone legano, su quali sono i momenti che senza che ce ne accorgiamo ci aiutano a sentirci più vicini al prossimo. Ovviamente è venuto fuori che alla base di tutto ci deve essere una massiccia dose di empatia, come quando la tua amica di turno Rudiberta viene lasciata dal suo microcefalico ragazzo e si chiude in casa temendo che finirà a fare la zitella gattara per tutta la vita (e non possiede gatti) e tu, anima pia, continui a confortarla ed a portarle montagne di gelato nella speranza che smetta di piangere e di parlare allo stesso tempo dando luogo a dialoghi del tipo “È c… io non av…niente per l…e non capisco perché s…di questa f…” “Rudy, se piangi e parli insieme non ti capisco” “Ness…mi…pisce e io vorrei…lla…mprensione e invece nu…” “Mangia Rudiberta, taci e mangia.”.

Ok, sto divagando, dopo questa assurda riflessione mi sono chiesta: ‘escludendo gli eventi particolarmente tristi che si spera non avvengano mai, quali sono le situazioni in cui questa empatia viene fuori con più intensità?’ e subito una gigantesca immaginaria scritta al neon mi è flashata davanti alla faccia: FIGURE DI MERDA. Scusate il termine non esattamente delicato, ma secondo me queste 3 piccole paroline esprimono troppo bene il concetto. Perché, pensandoci bene, ci sono poche situazioni in cui si possono condividere la propria inadeguatezza o la propria sbadataggine e una di queste è proprio quella in cui ti trovi in compagnia di buoni amici a raccontare le cose più imbarazzanti che hai combinato. Improvvisamente non ti senti l’unico essere umano dall’intelligenza di un crostaceo, ti conforta sapere che non solo tu fai o dici cose immensamente stupide e ti rendi conto che l’autoironia è uno dei migliori pregi che una persona possa avere.

Dove voglio arrivare? Condividere le proprie figure di merda fa bene e ho deciso di raccogliere e tradurre una parte dei tweet inviati all’utente @TheBloggess con cui tantissime persone hanno raccontato i momenti in cui si sarebbero sotterrate volentieri sotto 35 metri di terra. Enjoy, e magari inviatele anche il vostro! (https://twitter.com/thebloggess, qui potete trovare anche tutti gli altri tweet).

Esame per la patente di guida: parcheggio parallelo. Vado per mettere il braccio dietro al sedile del passeggero mentre faccio retromarcia e mi aggrappo a mano piena al collo dell’istruttore.

– reJanoble

Una volta mi sono dimenticato che la mia faccia è una cosa ed ha una massa e mi sono infilato un dito nell’occhio per indicare un oggetto dietro di me. Davanti ad una folla di persone appena conosciute, ovviamente.

– twistedbrain1

Durante il mio primo spettacolo come attrice mi sono fatta coinvolgere un po’ troppo e durante una coreografia una delle mie scarpe è partita colpendo in piena faccia un tizio del pubblico. È stato decisamente un debutto col botto.

– tooeleblogger

Una volta al lavoro ho esclamato ad alta voce “Ed ecco come si sono estinti i dildo!”. Intendevo i dodo. I dodo.

– bad_girl_rising

 Ho insegnato ai miei allievi di seconda media che molti strati sedimentari sono composti da orgasmi morti. Organismi, dannazione, organismi!

– ErinClancy33

 Una volta ho parlato 5 minuti buoni con un estraneo che in realtà stava parlando con qualcun altro su Skype.

– ultimateweenie

Lavoravo al McDrive della mia città. Ho chiesto ad un cliente se volesse un bocconcino per il cane seduto di fianco a lui. Era una donna riccia e bionda, non un cane, a quanto pare.

– Megankimmelshue

Durante il mio primo giorno di lavoro, il mio capo (immaginatevelo come la tizia del Diavolo veste Prada) mi ha porto la sua valigia di Hermes per tenergliela. Beh, io ho frainteso e l’ho abbracciato.

– myfavoritemegan

Ero sull’autobus e ad una fermata ho visto una donna correre per prenderlo. Mentre l’autobus stava per ripartire ha battuto sul vetro. Io, senza pensarci, le ho risposto bussando a mia volta.

– morgancia

Ho scritto scherzosamente ad un’amica che non sentivo da giorni “spero che i tuoi gatti non ti abbiano silenziosamente uccisa!”. Non so perché, ma ho dimenticato di digitare il non.

– jae_kendrick

In Giappone, mentre stavo comprando dei coltelli da sushi, ho detto al commesso “ho mangiato il mio cane” invece di “lo ha mangiato il mio cane” in giapponese.

– snowsurfgirl

Ero particolarmente di buon umore al lavoro e ho allungato la mano sporca per pulirla sul grembiule del mio capo. Si è girato di colpo e gliel’ho strofinata direttamente sul pacco.

– SpicerNerd

Ho detto ad un amico in sedia a rotelle “Belle quelle scarpe! Sono anche comode?” e mi ha risposto “Non lo so, non mi sento i piedi”. Brividi.

– tandemrevolutns

“E quella chi è?” “È Lara Elliott!” “Strano, io conosco una tizia che si chiama Lara Elliott!” “Ah sì? E come si chiama?”.

– jenreevesttweets