(Nella foto la regina della tavola ferrarese: la salama da sugo. CC BY 3.0: Andycowboy)

di Elisabetta Benini

Ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, presi dalla foga dell’ultimo minuto, ci lanciamo nei supermercati per portare a compimento una missione: la spesa per il pranzo di Natale

A chi non è mai capitato di entrare e arraffare ogni cosa capiti a tiro esagerando con le dosi? 

A questo si aggiunge il fatto che il pranzo di Natale è l’occasione per dimostrare ad amici e parenti le proprie abilità culinarie (spesso sopravvalutate).

Risultato: tavole imbandite che sembra non si tocchi cibo da Ferragosto e una infinità di avanzi di Natale. 

Ecco allora una piccola guida pratica di consigli non richiesti per ridurre gli sprechi, eliminare i grattacieli di tupperware che intasano i nostri frigoriferi e dar nuova vita agli avanzi senza far brutta figura.

1. Il brodo

Con gli scarti della verdura si può fare un ottimo brodo da utilizzare subito o da riporre in congelatore e tirar fuori all’occorrenza per la preparazione, ad esempio, di un risotto. Se l’idea del brodo non vi da soddisfazione le bucce di patate, carota e melanzana possono essere pastellate, fritte e servite come aperitivo. 

Consiglio non richiesto bonus per una frittura perfetta: l’olio di arachidi è il grasso ideale per frittura, raggiunge i 180°C senza arrivare al punto di fumo. Per la pastella usate farina e acqua gassata freddissima in proporzione 1:1 e un pizzico di bicarbonato.

2. Formaggi

Non buttate mai le croste del parmigiano, una volta pulite accuratamente possono essere usate per arricchire zuppe di legumi o per preparare le chips più veloci del globo: basta tagliarle a cubetti di 1 cm circa per lato, disporle su carta forno ben distanziate e metterle in microonde per due minuti a massima potenza. Una sola parola: droga. 

3. Pane e cotechino

Se vi è avanzato del pane che ormai potreste usare come corpo contundente e qualche fetta di cotechino siete degli eretici ma siccome a tutto c’è rimedio, potete creare dei velocissimi e scenografici gnocchi di pane con ragù di cotechino e noci. 

Come? Detto fatto!

Tagliate 100 g di pane a cubetti e ammorbiditelo con mezzo bicchiere di latte. Lavoratelo con una forchetta insieme a 200 g di ricotta, 1 uovo, 70 g di parmigiano, qualche cucchiaio di farina, noce moscata, sale e pepe. Quando il composto è omogeneo e non appiccicoso fate gli gnocchi, cuoceteli in abbondante acqua salata finchè non salgono a galla e saltateli in padella dove avrete precedentemente fatto rinvenire le briciole di cotechino con un mestolo d’acqua e un trito di noci. Servite con scaglie parmigiano.

Il cotechino si può sostituire con la salama da sugo, ma ricordatevi di essere parchi con la salatura degli gnocchi dato che la salamina ne è già ricchissima. Rischio tangibile: bere tutta la notte.

Se siete vegetariani un’alternativa al ragù di cotechino è il ragù di lenticchie.

4. Il bollito

Con gli avanzi del bollito si possono fare ottime polpette, basterà tritare la carne e aggiungere uova, parmigiano, pangrattato, pane ammollato, sale e perché no scorza di limone. Rigorosamente q.b. come insegnano le nonne di tutto il mondo. Una volta fatte le polpette si impanano e si friggono velocemente per poi essere tuffate nel sugo di pomodoro. 

5. Purè e salama

Se invece vi sono avanzati purè e salama da sugo potete fare delle crocchette furbissime, da vere faine: sbriciolate la salamina nel purè, aggiungete un uovo, parmigiano, pangrattato e fecola di patate fino ad ottenere un composto sodo e omogeneo. Formate le crocchette e poi passatele nel pangrattato. Ottime sia fritte che al forno (180°C fino a doratura).

6. Dulcis in fundo

Se anche voi siete sommersi da pandori e panettoni che dovreste mangiare mettendo a dura prova la tenuta delle vostre coronarie sappiate che possono essere sostituiti ai savoiardi per la preparazione di tiramisù alternativi ma essere la base per una charlotte di pandoro (o panettone) di recupero.

La ricetta è semplice. 

Foderate la base e i lati una tortiera con le fette di pandoro leggermente stese con il mattarello. Per la farcitura, fate ammollare 10 g di gelatina in acqua fredda e intanto in una ciotola lavorate con le fruste elettriche 500 g di mascarpone (alle coronarie ci pensiamo un altro giorno dai), 100 g di zucchero a velo, 200 ml di panna fresca liquida, i semi di un baccello di vaniglia e la scorza di un limone fino a ottenere una crema liscia. Scaldate in un pentolino 20 g di panna fresca liquida e la gelatina scolata e strizzata e fate sciogliere. Versate sulla crema di mascarpone incorporate delicatamente. Versate la crema nello stampo foderato di pandoro, livellate e fate riposare in frigo almeno due ore. Potete decorarla con nutella o con frutti rossi. Alla faccia della dieta detox dopo le feste.