Tutti noi prima o poi capitiamo in una discoteca, chi più volte, chi invece viene trascinato per i capelli.

Tutti noi abbiamo a che fare con lo staff che ci lavora, il più delle volte è cordiale e competente ma cosa accade quando non è così?

Ora illustrerò quanto può accadere se il lato oscuro si impossessa degli operai del divertimenti siti nei luoghi del venerdì e sabato sera.

  • I buttafuori

Non so, ma a me i buttafuori incutono un terrore assurdo. Sono la milizia della notte. Hanno anche il super potere di far entrare la gente durante le disumane file.

Mi sono sempre chiesto che cosa passi all’interno del loro incavo cranico quando fanno entrare due persone alle volta mentre fuori è l’apocalisse.

Gente che inizia lentamente a morire, i primi focolai di malattie debellate da migliaia di anni, tumori derivanti dalle centinaia di sigarette durante l’attesa ma la cosa più tremenda: in fila, fuori e fermi, si perde lentamente l’ubriacatura e si torna tristemente sobri.

  • Il barista

Non so voi ma io ogni volta che devo prendere da bere ci impiego un tempo che oscilla dalle due alle tre ore, lo stesso tempo che impiegherei per andare a prendere un Vodka Redbull a Gabicce Mare e tornare indietro.

È inutile, neanche se hai le parvenze di Elephant Man riesci a farti notare dal propinatore di alcolici.

  • Le ragazze all’ingresso

Partiamo da un presupposto quasi dogmatico: voi gli fate schifo. Glielo leggete nei loro occhi truccati, da come vi guardano sdegnate mentre vi allungano il biglietto.

Siete orribili ai loro occhi e raccapricciante è il vostro losco intento di voler rimorchiare durante la serata, sprezzanti con un sorriso maligno rimirano il modo in cui vi siete bardati.

Già quando state per dire il nome della lista sentite un brivido che vi scorre:”e se sbaglio a dirlo?”, “No non posso rischiare, lo faccio dire al mio amico che è già ubriaco”.

  • Il vocalist

Il vocalist ha un dono che tutti noi gli concediamo di avere: egli è in grado di muovere le masse. Muovere nel vero e proprio senso della parola.

Spesso declama inni e frasi composti da giochi di parole ma ciò che gli viene meglio è farci eseguire movenze.  Ma quando il potere si impossessa definitivamente di lui incomincia a volere sempre di più e la cupidigia subentra nel suo cuore tamarro. Chiederà di alzare le mani 59 volte al minuto, batterle a tempo, muoverle a destra e a sinistra come ad una lezione di fitness. Ed è così che alle quattro di mattina di gennaio con almeno dieci gradi sotto lo zero ti ritrovi ad uscire in un bagno di sudore dalla discoteca e con almeno cinque kili in meno.