Quando nel 1820 sono riemerse dalle imbiancature delle pareti le decorazioni del Salone dei Mesi, apparve subito chiaro che eravamo pronti a vivere una nuova testimonianza del valore artistico della Ferrara Rinascimentale.

Palazzo Schifanoia rappresenta un luogo simbolo per la storia di Ferrara e la sua travagliata evoluzione nel tempo è lo specchio fedele delle vicissitudini che hanno interessato la città.

La straordinaria importanza risiede nell’essere l’unica fra le residenze urbane costruite dagli Estensi ad aver conservato nella sua forma quasi originaria un esteso ciclo figurativo, testimonianza assoluta di quella scuola pittorica che lo storico dell’arte Roberto Longhi incluse nella famosa «Officina ferrarese», tra le più importanti e qualificate del Rinascimento italiano.


La riscoperta delle pitture murali del Salone generò grande entusiasmo ponendo Schifanoia al centro di dibattiti storico-artistici che alimentano ancora oggi studi e ricerche in tutto il mondo.

Il nome del palazzo deriva dal motto schivar la noia e si riferisce alla funzione di svago e ricreazione dell’edificio, in quanto “delizia” estense. Attualmente il palazzo appare come un lungo edificio suddiviso il due ali: ad ovest l’ala trecentesca ad un unico piano, sede del Museo Civico di arte antica, ad est quella del Quattrocento a due piani che costituisce l’ampliamento promosso dal Duca Borso negli anni 1465-1467.


Le decorazioni interne, tra cui il Salone dei Mesi, hanno subito molte distruzioni, ma ciò che è rimasto dello splendido ciclo di affreschi voluti da Borso, è considerato unanimemente come una delle pagine più alte del rinascimento italiano. Gli affreschi sono l’opera collettiva di diversi pittori ferraresi della scuola di Cosmé Tura, tra cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, e rappresentano trionfi di divinità pagane, figurazioni della vita quotidiana e simboli dell’astrologia.

Intervento

Tra gli interventi strutturali previsti, oltre alle opere di riparazione e ripristino quali iniezione delle lesioni, scuci-cuci, cuciture armate, ristilatura dei giunti di malta, si e’ realizzato l’irrigidimento diffuso dei solai lignei di piano e di sottotetto, il consolidamento delle travi composte e l’inserimento di catene.


Considerata l’impossibilità di operare sui pannelli murari portanti, diffusamente decorati ed affrescati, gli interventi hanno interessato principalmente gli orizzontamenti al fine di impedire meccanismi locali per ribaltamento fuori dal piano.
I solai del piano nobile sono stati irrigiditi con doppio tavolato disposto in diagonale, ancorato in corrispondenza dei travetti, e connesso alle murature mediante profili metallici perimetrali tassellati. Per le travi composte saranno previsti profili metallici estradossali di connessione e “cinture metalliche” esterne di confinamento per contrastare il distacco reciproco tra i vari elementi che le costituiscono.
Nei solai del sottotetto dell’ala quattrocentesca, ove non è stato possibile inserire il doppio tavolato sono state realizzate reticolari di piano.
Tutti gli interventi di irrigidimento eseguiti sui solai riusciranno pertanto a limitare gli spostamenti relativi dei due corpi edilizi (trecentesco e quattrocentesco) in aggregato.
Le importanti decorazioni architettoniche delle sale del piano nobile, ed in particolare lo straordinario ciclo pittorico del Salone dei Mesi, hanno imposto un “progetto di prevenzione/protezione” volto ad evitare qualsiasi possibilità di danno conseguente ai previsti interventi strutturali, architettonici, impiantistici, da eseguirvi all’interno, a cura di laboratori di restauro altamente qualificati che hanno già restaurato dette sale del piano nobile e che quindi ben conoscevano specificatamente le problematiche.

Con l’abbandono di Ferrara da parte degli Estensi nel 1598 inizia la decadenza del palazzo. Chissà se questa sarà una seconda rinascita.