Una giostrina che gira in eterno trascinata dalle piccole anime; una signora che si affaccia da una finestra di un casolare disabitato; un fantasma che si aggira nei sotterranei del Castello Estense.

Sono i tre ‘simboli’ del paranormale nella città di Ferrara. Tre storie inquietanti, dai tratti raggelanti, perfette da riscoprire in questa lunga e strana notte di Halloween. “Mistero” direbbe Adam Kadmon, che indossava una mascherina in tempi non sospetti.

La storia più famosa si rincorre tra le mura dell’ex pedagogico di Aguscello. Lì, in quel manicomio infantile dimenticato da Dio ma gestito dalle suore dagli anni ’40 fino agli anni ’70, venivano trattati i bambini considerati ‘difficili’. E la cura, in questo caso, faceva rima con tortura.

Il vecchio ospedale psichiatrico di proprietà della Croce Rossa sarebbe infestato dalle anime dei piccoli pazienti che non avrebbero trovato pace dopo aver subito atrocità indicibili, come l’elettroschock. La loro stessa fine è avvolta dal mistero: c’è chi parla di un grosso incendio, chi ipotizza un’epidemia, chi crede in un folle massacro.

Quello che è certo è che l’edificio abbandonato è diventato meta di medium, studiosi del paranormale e ragazzini a caccia di brividi di fronte a una giostra che non c’è più ma che puoi ancora sentire cigolare. “Chiunque farà girare la giostrina, non riuscirà più a fermarla perché le anime dei bambini giocheranno in eterno” recitava una scritta sul muro.

La seconda leggenda soprannaturale porta il nome di Villa Magnoni a Cona. E le sembianze di una strega che ha maledetto la villa e chi ha osato passare di lì. Sarebbe il caso di quattro ragazzi che, a metà degli anni ’80, hanno sfidato l’oscurità per entrare in questa casa disabitata. Se non dal fantasma di una vecchia signora affacciata alla finestra.

I ragazzi sono scappati terrorizzati in auto. E sulla strada sono rimasti vittime di un terribile incidente fatale. Ne è sopravvissuto solo uno che ha raccontato l’accaduto alle autorità che hanno deciso di murare gli ingressi e le finestre della villa. Solo una sarebbe rimasta libera: quella da cui sarebbe comparsa l’inquietante vecchia. Il mistero si infittisce e i ghost hunters vanno a nozze.

Un fantasma vagherebbe anche nelle prigioni sotterranee del Castello Estense. Dove realmente si sono compiuti atti efferati come la decapitazione di Ugo e Parisina. Qui è la storia a parlare, per volontà del marchese Niccolò III d’Este, padre di Ugo e marito di Parisina, che diede l’esito più tragico di tutti a una tresca d’amore in cui perdere, letteralmente, la testa.

Era il 1425. Ai giorni nostri, ad accertare l’esistenza di un fenomeno paranormale tra le celle del monumento simbolo della città estense è il Paranormal Investigation Team (Pit) direttamente da Cuneo per scovare il soprannaturale a Ferrara. Le loro scoperte sono pubblicate su Youtube.

E voi conoscete altre leggende da far raggelare il sangue nelle vene?