Recentemente sono sempre di più le indiscrezioni relative a un inefficace funzionamento Immuni, l’app di tracciamento dei positivi di Coronavirus lanciata lo scorso giugno dal Governo Italiano per contenere l’Emergenza Sanitaria Covid-19. Nonostante sia stato detto più volte che l’App non abbia affatto la finalità di sorvegliare e controllare gli spostamenti delle persone e quindi nulla a che vedere del cosiddetto capitalismo della sorveglianza, solo 1/3 della popolazione italiana ha scaricato l’app. In Emilia-Romagna siamo fermi al 13.3%:

I download hanno avuto un’impennata a settembre ma ancora poco sufficiente per ritenere Immuni un sistema di tracciamento efficace. Infatti gran parte della popolazione è ancora restia nello scaricarla.

I mezzi pubblici rimangono il pericolo più grande

La fase 3, la cosiddetta fase di convivenza col Virus, rispetto al lockdown permette ai lavoratori, senza altre alternative, di arrecarsi a lavoro utilizzando mezzi pubblici come bus e treni. Una modalità di spostamento che da sempre caratterizza la nostra città, con ferraresi costretti a trovare lavoro sempre fuori la provincia.

I mezzi pubblici negli ultimi anni hanno aumentato il loro utilizzo a causa dei vari richiami ambientali e difficoltà economiche, oltre l’assoluta comodità, abituando e incentivando le nostre vite a svincolarsi dalle auto e ottimizzando gli spostamenti dentro mezzi di massa. Mezzi di massa che in orari di punta si sovraccarica di lavoratori e studenti che difficilmente riescono a mantenere il metro di distanza.

Tra queste occasioni è arrivata la segnalazione di una giovane ferrarese che ci ha scritto su Instagram avvisandoci del suo periodo di quarantena dopo aver fatto il tampone.

E. non aveva sintomi, oltre che aver sempre mantenuto un comportamento ligio in tema di distanziamento e misure preventive alla diffusione del contagio, infatti è rimasta sorpresa quando ha ricevuto la seguente notifica:

Una volta ricevuta la notifica ci sono le istruzioni da eseguire, non sempre meno esaustive del medico di base. Infatti E. è andata da un istituto privato, su prenotazione, e ha svolto il tampone che gli ha risultato l’esito positivo.

Grazie a Immuni ha scoperto di essere positiva asintomatica, e per legge è obbligata a stare quarantena per 10 giorni fino a chiamata da parte dell’asl, che le farà un secondo tampone.

E. si è chiusa nella camera di casa sua e ringrazia immuni che ha salvato la vita a sua nonna, 94 anni un’età dove la diffusione del Covid può risultare mortale.