Parole di Anna Mastellari – Foto di Stefania Zemella

Colapesce a Ferrara sotto le stelle.

Una data diversa dal solito quella di Ferrara Sotto le Stelle che vede come ospite nel bel cortile del Castello Estense Colapesce organizzata in occasione della giornata internazionale delle Cooperative. 

Le porte sono state aperte alle ore 19.30, la formula a ingresso libero prevedeva comunque una chiusura dei cancelli al raggiungimento del numero massimo previsto per gli spettatori

Il pubblico, infatti, è piuttosto omogeneo, si vede che in diversi si conoscono. Non sembrano persone entrate nel cortile del Castello Estense per seguire il concerto di Colapesce, si direbbero piuttosto amici che hanno deciso di passare una serata diversa dal normale e tra le cose che potevano fare hanno scelto proprio la quarta serata di Ferrara Sotto le Stelle.

Giovani, adulti, famiglie con bambini, tutti a chiacchierare in piccoli gruppi sorseggiando la birra del chioschino.

Dietro a un banco, opposto al palco nel cortile, è presente anche Alessandro Baronciani, autore delle locandine che vengono prima da lui autografate e poi distribuite gratuitamente.

La coda per le locandine si forma in fretta e persiste anche a concerto inoltrato.

Colapesce, preudonimo di Lorenzo Urciullo, è un giovane cantautore italiano, ha 35 anni e da 8 ha iniziato a esibirsi e far parlare di sé.

Il suo stile, indie pop, esplode alle 22.30 sulle note della canzone d’apertura: “Pantalica”.

Colapesce si presenta sul palco con un bizzarro copricapo, molto grande e vistoso, e una specie di mantello bianco.

Al secondo brano, “Ti attraverso”, tratto dall’album “Infedele”, scompare il copricapo e Colapesce si permette una piccola modifica al testo “Ti porto a ballare/ Musica brasiliana, lascia stare gli inglesi, la trap, i cassoni, non fanno per te/ Che sei nata e cresciuta a Ferrara/ Hai dei capelli troppi belli”.

Al sentire il nome della città estense un urlo alza dal pubblico in ringraziamento e approvazione.

E ancora in questo viaggio tra i testi poetici dell’autore viene proposto un altro pezzo: “Vasco da Gama”. Solo dopo aver concluso anche il terzo brano Colapesce si rivolge al pubblico per salutare.

Tempi morti non ce ne sono, le canzoni si susseguono velocemente senza lasciare il tempo per un commento o un’interazione col pubblico.

È la volta di “Totale”, cantata da molti e particolarmente partecipata, con la sua melodia canticchiabile apre le porte a versi forti e a tratti duri, accettabili solo perché accompagnati da una musicalità morbida.

Non vi è una sola canzone che non finisca tra gli applausi e le urla della gente, ormai arrivati a questo punto il clima è caldo, si susseguono ancora “Satellite” e “Reale” prima di un breve momento di ringraziamenti.

Colapesce ringrazia le cooperative che hanno permesso la serata ma è solo un attimo perché subito riparte a cantare.

Dopo un paio di brani si diletta anche in una versione di “Segnali di vita” di Franco Battiato, cantata quasi dall’intero pubblico e veramente molto sentita.

Il ritmo incalzante mette in fila ancora altri brani quali per esempio “Decadenza e panna” e “Compleanno”. Sulle note di “Sospesi” Colapesce si concede di modificare un’altra volta il testo variando la frase “Fanculo i parenti, i regali, gli auguri agli assenti” e inserendo nell’elenco il nome di Salvini.

Un boato si alza per sottolineare la posizione in favore di quanto appena cantato. Un urlo convinto che unisce la totalità del pubblico.

Colto forse alla sprovvista, Colapesce prende 30 secondi di tempo per presentare la sua band che lo accompagna e si rivolge poi al pubblico per un piccolo esperimento: ci invita a schioccare le dita a tempo al suo segnale, movimento che poi viene ripetuto sulle note di “Passami il pane” per una versione live da brividi.

Inizia a piovere durante “Restiamo in casa”, e sui versi conclusivi “Ma quanta luce i tuoi occhi/ Sento bruciare dei fogli” una fiamma divampa sul palco, bruciando e rendendo l’atmosfera decisamente poetica.

Colapesce si ferma un momento per ringraziare, sostiene che in Sicilia, in una situazione analoga, la piazza si sarebbe svuotata perché il siciliano medio con la pioggia si rifugia in casa e non esce più.

Canta ancora per una trentina di minuti e giunti alla conclusione il pubblico ne vuole ancora. Ecco allora che parte la versione acustica di “Oasi” e segue a ruota, perfettamente mescolata con il brano precedente, “La distruzione di un amore”. Proprio su questa ultima canzone Colapesce salta giù dal palco e canta a sole voci insieme al pubblico “Come, quando/ Sono a un palmo di naso/ Dalla tua pelle/ E non riesco a sfiorati/ Non riesco a sfiorarti”.

Si conclude così, quasi come in un sospiro, la quarta data di Ferrara Sotto le Stelle. Sicuramente un concerto fuori dai classici schemi a cui siamo abituati.

La prossima data è oggi stesso, lunedì 9 luglio, con i Cigarettes After Sex, sold out ormai da diversi giorni.