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FERRARA. Si chiama Massimiliano Varricchio, Max per amici e tifosi,  è nato il 14 novembre del 76 a San Giovanni in Persiceto, ed è lui l’uomo in più di questa altalenante prima parte di stagione Spallina.

Anche se praticamente Bolognese di nascita, dal Luglio scorso, dopo il tanto agognato trasloco della Giacomense al Paolo Mazza, Max  si ritrova la Spal come sua legittima sposa, promettendo  di accompagnarla se non proprio all’altare, almeno alle soglie della prima divisione.

Storicamente sulla qualità del “ragazzo” non vi son mai stati dubbi. Si veda anche l’invidiabile score della stagione precedente , un signor bottino fatto di 22 reti  con la maglia della Giacomense,  che ne testimonia ulteriormente le enormi doti calcistiche.  Chi lo conosce assicura che indubbie sono anche  le sue qualità umane, le stesse qualità che mette tutt’ora al servizio della squadra e dello spogliatoio portando per l’appunto anche il fardello della fascia da Capitano con irrisoria facilità.

Nulla da dire quindi sulla scelta estiva della società di mantenere Max Varricchio  in casacca Spallina; anche se va sottolineato che ad inizio stagione, ciò che  faceva storcere il naso ai difficili e complicati tifosi Ferraresi   era per lo più  la sua età anagrafica, più vicina ai 40 anni che ai 30. Non proprio un ragazzino al primo pelo insomma, ma sicuramente dotato di un bagaglio di esperienza e tecnica decisamente importante ed utile per una seconda  divisione.

Il Max in maglia biancazzurra  (la sedicesima della sua carriera per la precisione),  parte forte , anzi … fortissimo, segnando una doppietta al Monza nel beffardo 3 a 3 casalingo della seconda giornata di campionato.

Max vola, si, ma la squadra no e tutto il faticoso lavoro  fatto da lui a suon di gol, viene costantemente dilapidato da assurde ed inspiegabili amnesie difensive, che fanno precipitare il sodalizio Estense tra le parti basse della classifica.

Malgrado le evidenti difficoltà della squadra, Varricchio risulta comunque essere uno splendido “primo violino” in un orchestra che eccezion fatta per i compagni Cozzollino e Menegatti, sembra suonare  decisamente stonata.

Arriva così l’inevitabile cambio di panchina e Max saluta idealmente come tutta la squadra,  mister  Leo Rossi.  Ne prende il posto Massimo Gadda,  il quale si mette subito a ridirigere non senza difficoltà la mediocre “orchestra”  Estense.  Il neo allenatore cambia spartito e la squadra sembra gradire, ma fortunatamente il nostro Max continua a “suonare” sempre  su  i suoi ottimi  livelli, raggiungendo meritatamente già alla fine di Novembre, l’invidiabile traguardo della doppia cifra con  10 gol fatti in 11 gare.

Un tesoro  indispensabile quindi  per la Spal, la quale si ritrova faticosamente a galleggiare tra le zone medie della classifica di una mediocre seconda divisione. Zone nobili tuttavia quest’anno, perché dall’ottavo posto in su, ogni posizione guadagnata garantisce la promozione in prima divisione (o LegaPro unica, chiamatela come vi pare).

Ai tempi del Napoli il famoso telecronista partenopeo Auriemma l’aveva soprannominato “Picchio” Varricchio. A noi piace solo chiamarlo “Max” o “Capitano”, ma l’importante è che del picchio mantenga la voglia di volare, per poter riportare così la nostra Spal nel calcio che conta,  pregando Dio o chi per lui che ce lo conservi integro e soprattutto prolifico.

Ora più che mai…. “God save Varricchio” !