Il tema scotta. È quasi rovente e ormai non ci si può più nascondere fingendo di non vedere. Gli omosessuali esistono e le loro voci stanno diventando sempre più alte, le loro grida di rivendicazione sempre più forti.

Omosessuale suona come nero, come straniero, come immigrato che tradotti significano tutti diverso e anche il cuore più puro diventa più diffidente.

Se prima l’omosessuale era la Drag Queen in discoteca ora, non sono più impropriamente associati a stili di vita estremi, le coppie omosessuali si amano e vogliono creare dei nuclei famigliari in cui rifugiarsi a fine giornata.

Non passa giorno in cui non se ne discuta. Sembra divenuto un tema irrinunciabile nel dibattito politico e il Festival di Internazionale non manca di trattare l’argomento con la stessa delicatezza con cui un chirurgo tratta un intervento a cuore aperto.

L’ incontro tenutosi Venerdì 4 presso il Teatro Comunale, è infatti dominato dal diritto e dall’iter burocratico vissuto in Francia e poi in Spagna per le rivendicazioni dei diritti degli omosessuali. La moderatrice è Chiara Lalli, giornalista e filosofa italiana che lascia spazio ad un’ atmosfera da lezione universitaria, con tanto di slide.

Genitori a tutti i costi

A parlare di burocrazia si fa presto ad annoiarsi ma, gli interventi della sociologa Martine Gross e della collega Marta Roca I Escoda, tanto prolissi quanto intelligenti, non mancano di un acume speziato dalla polemica che rende il tutto più vivace.

Non stona nulla, tranne l’assordante silenzio in merito ai bambini cresciuti da queste coppie. Nessuno parla del minore, il tema rimane il diritto. Il diritto al matrimonio, il diritto all’adozione, il diritto alla filiazione. Manca il fondamento, quello che i sinistroidi non chiedono per rispetto e i destroidi usano come arma senza prove a loro favore: “ Come diventa un bambino, che cresce con un due mamme o due padri, che ripercussioni potrebbe avere sulla vita futura?”

L’unica a dare cenni su questo argomento è M. Gross evidenziando che fino al 1997 non era stata condotta alcuna analisi che potesse trarre conclusioni scientifiche e globali in materia. Ed è proprio per questo che l’associazione di cui è stata co-presidente l’APGL (tradotto Associazione dei genitori e dei futuri genitori gay e lesbiche) si è offerta come terreno su cui sondare la veridicità accademica di certe affermazioni. Risulta chiaro che non vi alcun nesso logico tra possibili problemi sul minore e la crescita in un ambiente omosessuale, credo che sia questo il motivo di tanto silenzio a riguardo in sala, proprio perché non c’è nulla da dire.

D’altronde non per essere banali e scontati ma, dove c’è amore un essere vivente cresce bene. Dove ci si sente amati, ci si sente a casa

Non manca di farlo notare Claudio Rossi  Marcelli che con una nota di divertente irriverenza, ricorda che in Italia il panorama politico è diverso dalle vicine occidentali.

Da noi è forte l’influenza clericale è inutile negarlo, e anche se Papa Francesco si discosta completamente dalla tradizione non si dimentica di fare il Papa.

Conti alla mano, la strada è lunga: il paese è in recessione, il governo traballa e quando balla lo fa poco e male. Non è ancora stata approvata una finanziaria per sanare la crisi e le recenti vicende della destra non  velocizzano di certo i tempi.

Parliamoci chiaramente, il matrimonio fra coppie omosessuali è importante ma, attualmente non prioritario purtroppo. Dico purtroppo perché se fossimo una nazione normale a quest’ora sarebbe già stata approvata una nuova legge elettorale, il tema crisi almeno in parte arginato, invece qua cambia tutto e rimane sempre tutto uguale.

Difficile prevedere i tempi di attesa per una legge in merito a matrimonio e adozione ma, rimane il fatto che nessuno ha il diritto di screditare l’amore che può donare una coppia omosessuale a un bambino da crescere, l’educazione che gli può impartire e la sensibilità che gli può insegnare.

Il punto è che gli omosessuali prima di tutto sono esseri umani e poi omosessuali e, in quanto esseri umani anch’essi hanno l’ancestrale bisogno di procreare per la continuazione della specie e come una coppia etero desiderosa di avere delle prole, farebbe di tutto pur di diventare genitori.

Il problema dell’omogenitorialità, è lo stesso di una coppia con un partner sterile, sono biologicamente impossibilitati ad avere figli che posseggano il patrimonio genetico di entrambi. Allora perché negare loro questo diritto? Dove viene lesa la nostra libertà? Come giustamente fa notare la filosofa Lalli, l’ampliamento del loro diritto non recide o vincola il nostro.

Credo sia il momento di dare un freno ai pregiudizi, siamo aperti a tutto e non a questo. Accettiamo tette e culi in fascia protetta, governi che ci soggiogano le menti, tasse elevatissime e non accettiamo la voglia di famiglia di una coppia omosessuale?

Quali di queste cose tange veramente il vostro quotidiano?

Sebbene il dibattito sia ancora aperto e non esista un giusto o uno sbagliato in merito, un paese evoluto ha il dovere di concedere un diritto che non lede nessuno.