“I campi nomadi via da Ferrara”. Questa è la proposta di Paolo Spath portavoce di Fratelli d’Italia,” a meno che essi non si adattino alla vita della città”.

La proposta di Spath,  dichiarata ieri alla Nuova Ferrara, è complessivamente semplice: il portavoce propone di utilizzare i fondi destinati alla manutenzione ed alla gestione di quelle strutture per sostenere le famiglie.

Dall’altro lato della politica risponde il consigliere di circoscrizione Davide Bertolasi (Pd) rispondendo che gli esigui fondi destinati alle strutture Rom non sono da considerare come la risoluzione a problemi più gravi legati alla famiglia.

Rivolge anche un appello allo stesso Paolo Spath chiedendogli di non utilizzare persone come strumenti per fare campagna elettorale, inoltre, spiega Bertolasi,  parte dei nomadi sarebbero residenti a Ferrara da almeno tre generazioni ed in zone di loro proprietà, termina affermando che gli abitanti di Via Pelosa e Via Modena sono da considerare come stanziali e quindi assimilabili al concetto di famiglia che Paolo Spath vuole assistere.

Alza la voce anche Vincenzo Scida, referente locale dell’Opera Nomadi:”Il campo nomadi è stato realizzato in seguito all’emanazione di una legge regionale ormai abolita e da tempo si adottano altre soluzioni per favorire l’integrazione degli abitanti del campo nomadi.  Da anni l’Opera Nomadi sostiene iniziative a favore dell’inserimento lavorativo, unica strada che garantisca in futuro una indipendenza dei nuclei famigliari ed un successivo ingresso in alloggi popolari con la possibilità di fare fronte alle bollette e alle spese per il mantenimento degli alloggi»

Per i profani l’Opera Nomadi è un’associazione italiana senza fini di lucro, che opera per favorire l’integrazione delle minoranze rom, sinti e camminanti nella società italiana, ottenere il riconoscimento di Rom e Sinti come minoranza etnica e linguistica, contrastare i pregiudizi diffusi in particolare sulla popolazione rom, ed esercitare opera di mediazione culturale.