Si dice che il mondo sia piccolo, ma Ferrara lo è ancora di più: “Sai chi ho visto in piazza? Vasco Brondi!” mi dice mio fratello, poco prima che io alzi il telefono per parlare con la protagonista del suo nuovo video. In occasione dell’uscita di “Qui“, il nuovo singolo firmato Le luci della centrale elettrica, abbiamo infatti scambiato quattro chiacchiere con Francesca Pennini, coreografa e danzatrice.
Il brano è estratto da “Terra”, quarta fatica discografica di Vasco Brondi pubblicata a inizio mese, e subito seguita da un tour. Non ci saranno concerti a Ferrara, ma non servirà fare troppa strada: la tappa più vicina sarà all’Estragon di Bologna.

Com’è nata questa collaborazione con Le luci della centrale elettrica?
Ci siamo sempre tenuti d’occhio negli ultimi anni, cercando di incontrarci ma senza riuscirci, e poi è successo un po’ per caso, e abbiamo colto l’occasione dato che [Vasco Brondi, ndr] stava per uscire con il nuovo disco; all’ultimo ha messo insieme tutte le possibilità per lavorare sul video. Una sorta di “studiarsi a vicenda” per qualche anno, e poi all’improvviso far combaciare tutto.

Oltre che professionalmente quindi eri già fan musicalmente?
Sì, tra l’altro lo conoscevo per tante via traverse: è un amico del drammaturgo del Collettivo Cinetico di Angelo Pedroni, e poi lo ascoltavo, lo conoscevo molto bene anche grazie alla stima di altri collaboratori che me l’hanno fatto conoscere musicalmente. La stima per lui, sia musicalmente che come persona, c’era già da tanto tempo.
Ci siamo rincontrati poi a lezione di yoga: anche nel video tornano degli elementi dello spettacolo dal quale è tratto legati allo yoga, è tutto pensato su questo preparare il corpo per qualcosa di impossibile, tollerando il fallimento. Il fatto che ci siamo incontrati tra varie contorsioni è stato secondo me il segno da cogliere.

Dov’è stato girato il video?
L’abbiamo girato a Milano, per questioni logistiche, in uno studio… White Chicken Studios.

La coreografia è una tua creazione?
Il materiale di movimento parte da uno degli spettacoli del Collettivo Cinetico, che è “Dieci Miniballetti”; le immagini dello spettacolo hanno colpito Vasco e siamo partiti da lì, però il materiale prodotto ha chiaramente virato verso altre direzioni. L’idea di fondo del lavoro scelto era in linea col testo del brano, lo sentivo affine, e a partire da lì il materiale coreografico è stato messo a disposizione dal regista Francesco Fei che con il montaggio su tantissimo lavoro in più ha fatto una selezione, che chiaramente diventa un testo prodotto. Anche come coreografia, ha scelto certi tipi di movimenti, con delle riprese e con un montaggio molto serrato… A livello di struttura del lavoro non restituisce quello iniziale ma diventa una rilettura.

Hai in programma altre collaborazioni di questo tipo in futuro?
Musicale? No, in realtà no, anzi: è da tempo che abbiamo ricevuto proposte di questo tipo ma è una cosa delicata, devi sentire che l’identità della musica può tornare bene con quella del movimento, questa è stata la prima volta che me la sono sentita di accettare. Per adesso non è previsto niente per video musicali, ma con compositori per i lavori di collettivo cinetico invece sì, anche su musiche originali.