Quando ancora con il termine “Indie” non intendevamo tutto il carrozzone composto da Tommaso Paradiso, Calcutta, Motta, Stato Sociale e compagnia bella, c’erano loro, i Teenage Fanclub, portatori di un altro tipo di musica, quello che affonda le radici nei gloriosi anni ’90.

La band di Glasgow deve la propria fama soprattutto all’album Bandwagonesque, piccolo gioiello dell’indierock che superò in classifica, per un periodo, perfino sua maestà Kurt Cobain, a quei tempi alle prese con l’album “Nevermind”, ma per quello non c’è bisogno di ulteriori commenti.

Inizia in una sera di inizio giugno la nuova edizione di Ferrara Sotto le Stelle, avvolta da un calore di quelli che se ne sentiva la mancanza.

Come da tradizione, i primi live vengono eseguiti nel cortile interno del Castello Estense, la platea conta qualche centinaio di persone dalle età più disparate, giovani, allegri cinquantenni con maglie vintage e diversi trentenni, figli minori degli anni ’90.

Sono le 22.10 quando sul palco fanno la comparsa Norman Blake, Raymond McGinley e Francis MacDonald scortati dai nuovi Euros Childs e Dave McGowan. 

Il concerto dura un’ora e mezzo abbondante, durante il quale i fan possono sentire tutti i brani storici della band passando dai pezzi del grande debutto A Catholic Education al singolo Everything is falling apart, singolo e punto di inizio per il nuovo album.

Ma è quando si sentono le note dell’album che spodestò Cobain che il pubblico inizia a scaldarsi, nello specifico sono state suonate Alcoholiday e The concept.

Spazio anche per l’album The Songs from Northern Britain con Start again, I don’t want control of you, It’s a bad world e l’avvolgente Your love is the place where i come from.

Alla fine del concerto la band, che aveva dichiarato che avrebbe scavato nel passato per suonare canzoni non suonate da anni, sembra aver mantenuto la promessa e il concerto si chiude sull’encore The Fall e Everything Flows.

Ora appuntamento tra due settimane con Julia Holter.