Sabato scorso alle 9.30 è iniziato ufficialmente la prima edizione del Ferrara Hackathon con una diretta Facebook. La giuria composta da Micol Guerrini, Giulia Bratti, Sebastiano Bisson e Sara Conforti dichiarano le linee guide della traccia: Patrimonio Culturale ed Edutainment. In estrema sintesi i partecipanti sono stati chiamati a trovare modalità e alternative per rendere interattivo il ricchissimo patrimonio culturale, non proprio un esempio di digitalizzazione.

Prima versione online: com’era organizzato?

I 16 team sono stati invitati su slack, una delle piattaforme migliori al mondo per il project management. Ogni team aveva il suo Channels privato, oltre quelli pubblici dove l’organizzazione comunicava le informazioni più importanti.

Inoltre l’organizzazione ha creato un channel privato con i mentor per condividere dubbi e confrontarsi su determinate tematiche. Ogni team aveva un leader che aveva l’onere di interfacciarsi con i mentor, professionisti che seguivano i progetti da esterni offrendo consulenza e sostegno, e trasmettere al team le informazioni provenienti dall’organizzazione.

Quindi durante il weekend sono stati organizzati 3 check point dove i team hanno avuto a disposizione 30 minuti di confronto con i vari mentor e che potevano ricevere feedback o suggerimenti per realizzare i progetti. Alle 15.00 di domenica 14 giugno triplice fischio e tutti i team hanno caricato i progetti. La giuria ha scelto i 5 finalisti che hanno discusso in diretta Facebook il proprio pitch, rispondendo a dei dubbi sorti in fase di valutazione, la maggior parte inerenti al budget. Naturalmente. Una volta ascoltati i vari pitch, la giuria ha nominato il vincitore: Ferrara Plus. Il team composto da Giacomo Caniato, Marco Peruzzi, Ermanno Susa, Valentina Turra e Virginia Turra.

L’idea è di creare un’applicazione che connetta e digitalizzi il visitatore con il patrimonio culturale. Qui il pitch caricato dall’organizzazione su YouTube su consenso del Leader Giacomo Caniato: