Dopo sei intensi giorni all’insegna del cinema indipendente, ieri sera alla Sala Estense di Ferrara è giunta alla conclusione anche la seconda edizione del Ferrara Film Festival, con la consegna dei Golden Dragon Awards, i “Dragoni d’oro”. I premi per i migliori film della rassegna sono stati in tutto dieci, contesi tra i ventiquattro film in gara (a loro volta selezionati a monte da un parco di ben 450 pellicole); ad assegnarli, una giuria composta da cinque elementi.

Il vicesindaco Massimo Maisto

Roberta Bistocchi e Matteo Nicoletta,  presentatori della serata, aprono le danze con il premio per il miglior cortometraggio, attribuito a “Ideal Husband”. Segue il premio per il miglior documentario, consegnato da un calzante vicesindaco Massimo Maisto (laureato con tesi in Cinematografia Documentaria) a “Simplemente Estamos Aquí” (“Just Right Here”). L’assessore alla cultura ha anche colto l’occasione per elogiare la rinnovata formula del Ferrara Film Festival, che con una solo edizione alle spalle ha saputo migliorarsi rispetto allo scorso anno, alzando l’asticella qualitativa della proposta e venendo premiato da un conseguente afflusso di pubblico.

Il primo intermezzo musicale (come il secondo) è affidato alla cantautrice dalla vena pop Sharon Selene, italiana di base a Los Angeles che ci presenta il suo singolo “Iron Hearts”, prodotto in casa Universal.
Il premio per il miglior attore viene presentato da uno dei più importanti partner del festival, la campagna #facciamocisentire dell’atleta Sara Giada Gerini, che ha contribuito a rendere ogni serata accessibile anche ai non udenti, e viene assegnato a Greg Kennedy, al lavoro in “Rain”. Il premio per la miglior fotografia va invece a Jonathan Ricquebourg, per “Still Life”.

Il critico cinematografico Paolo Micalizzi

È il momento di rivedere sul palco il fondatore del festival Maximilian Law e la vice presidente Alizè Latini, che sottolineano con meritato orgoglio come le presenze rispetto allo scorso anno siano aumentate tra il 30 e il 50%, a seconda delle proiezioni. Il premio per la miglior attrice necessita di una premessa particolare: è intitolato alla madrina spirituale della kermesse, la diva del cinema muto italiano Lyda Borelli, e a presentarlo c’è suo nipote, principe “in tempo di Repubblica” nonché attivamente impegnato nel restauro pratico (e metaforico) delle pellicole dell’attrice. Il premio va alla canadese Ksenia Solo, per il film “In Search of Fellini”.
Per consegnare il premio alla miglior regia torna invece una vecchia conoscenza, il vincitore dell’anno passato Giovanni La Badessa, che porge il premio a Taron Lexton, nuovamente per “In Search of Fellini”.

Maximilian Law e Alizè Latini

C’è spazio anche per ricordarci di Easy Dial, progetto di Luca Severi presentato dalla dottoressa Alda Storari, che ci racconta di come i film siano stati proposti al reparto nefrologia dell’ospedale, con somma gioia di chi ogni giorno è costretto a passare lunghe e noiose ore a sottoporsi alla dialisi.

È il momento del premio Film4Life, blog di cinema che dichiara vincitore “Rupture”. La giuria ha inoltre tre menzioni speciali, per film che non hanno vinto ma si sono rivelati particolarmente interessanti e abili nel trattare le proprie tematiche: “Nobody Dies Here”, “Call Coho” e “Rain”. Il premio Flexy Movies viene invece assegnato a una pellicola molto particolare: quella con maggiori potenzialità di distribuzione internazionale, ovvero “Just Right Here”, che sarà proposta a Cannes.

Dopo un cambio d’abito torna sul palco Sharon Selene, questa volta con un medley, e arriviamo al clou: la consegna dei due Dragoni d’oro. Consegnati da Law e Latini, che vengono omaggiati di una stampa di Foto Ciack! per avere negli occhi Ferrara anche dagli States, il premio miglior film World viene consegnato a “Still Life”, mentre ad aggiudicarsi il premio miglior film USA è l’altra pellicola pluripremiata della serata: “In Search of Fellini”.

Fotografie a cura di Luca Veronesi.