I giochi sono fatti e il dato che si registra a Ferrara è in netta sintonia con quanto accaduta ieri nel resto d’Italia.

Scontata la vittoria del sindaco uscente Tiziano Tagliani spalleggiato dal PD, una parte di SEL e dalle liste civiche Ferrara Concreta, Diritti e Libertà. Scontata si ma, come per il segretario del suo partito Matteo Renzi, assolutamente inaspettata per modo e numeri.

Mentre Renzi festeggia giustamente il suo 42%, il neo sindaco Tagliani può dirsi assolutamente soddisfatti di un 55% che lascia pochissimo spazio alle interpretazioni.

Le incognitedi questa tornata elettorale erano molte. tanto per iniziare non si conosceva il peso specifico del candidato di Forza Italia-Fratelli d’Italia-Lega Nord Vittorio Anselmi, complice la difficile collocazione in termini di voti del suo principale partito a livello nazionale. C’era in campo un agguerrito Francesco Rendine con la sua lista civica GOL – giustizia, onore, libertà che ha investito ingenti fondi personali per tentare di “rovinargli la festa” , e poi non bisognava trascurare il neonato Movimento 5 Stelle, per la prima volta in scena a Ferrara.  Francesco Fersini appoggiato dal NCD, Giuseppe Fornaro che catalizzava una parte di SEL (lista civica Valori di sinistra), Mario Zamorani (Un’altra Ferrara) e Marika Felloni (Ferrara futuro insieme) onestamente impensierivano molto meno rispetto agli altri, ma potevano portare via voti preziosi in vista di un eventuale ballottaggio.

E il ballottaggio era dato per scontato da moltissimi, viste le premesse e lo svolgersi della campagna elettorale. Poi nelle ultime settimane questa è entrata nel vivo e Tagliani ha giocato tutte le sue carte migliori (il ministro Maria Elena Boschi è venuta a sostenerlo di persona ad esempio), mentre gli altri non sono riusciti evidentemente a valorizzare al meglio quelle che possedevano.

Poi Renzi ha ottenuto il risultato eclatante durante le europee e qualche dubbio (e speranza) che forse si poteva evitare l ballottaggio deve esser venuto a tutti i candidati.

Infatti niente ballottaggio. Tagliani ha vinto, anzi stravinto. ha staccato tutti quanti come Renzi ha fatto per le europee, e si è assicurato la riconferma al primo turno.

Male gli altri, bisogna ammetterlo. Le liste “minori” tranne Rendine non superano il 3% e gli altri due “big” se la sono giocata fino quasi alla fine ma non hanno mai realmente impensierito il primato del sindaco.

Rispetto ai risultati nazionali però Forza Italia si porta davanti al M5S di quasi mille voti e il movimento non arriva al 16%. Certo si parla del secondo partito a Ferrara in quanto ricordiamo che  lista di Anselmi era formata da tre partiti, ma è inutile non ammettere la sconfitta e l’amarezza dei Grilli Estensi rappresentati da Ilaria Morghen.

Anche queste elezioni sono ormai scivolate via e presto la città tornerà alla sua calma usuale. Sperando che in questi cinque anni nessuno nell’amministrazione faccia suo il motto “Cambiare tutto perchè nulla cambi” ma resti fedele al suo “Continuiamo a cambiare.”