Dopo mesi di frecciatine, inchieste, promesse elettorali e tutto il peggio che solo un campagna elettorale può offrire, finalmente oggi si sono svolte le elezioni e noi siamo pronti a dare i voti.

Cominciamo.

Alan Fabbri: voto 8

Vero mattatore della campagna elettorale con una promozione sui social da fare invidia a Donald Trump e ad altri vari mostri.

Non si capisce cosa voglia fare una volta eletto se non chiudere i rubinetti, ma poco conta.

Una presenza social a colpi di Shitstorm (tempesta di merda, per i meno avvezzi alla lingua inglese Ndr) ci dice solamente una cosa: alla gggente la merda piace, e tanto.

E poi come dice Sgarbi: “Alan Fabbri somiglia ad un San Bernardo, come puoi volergli male?”.

Aldo Modonesi: voto 6+

Non ha di certo la simpatica arroganza di Tiz Tagliani, ma il nostro Aldo ci prova, avanza le sue proposte, fa le foto con i cani e tenta di contrastare l’onnipresente Andrea Rossi e il suo esercito di account bannati.

Lui è l’ultimo romantico che ferisce di moschetto in un’epoca di mannaie, ma non trova la quadra e non comunica col popolo nel migliore dei modi.

Papabile vincitore, ma fa la fine di Oberyn Martell contro “La montagna”.

Sì, la montagna è Alan Fabbri.
Ma aspettiamo il ballottaggio.

Roberta Fusari: voto 5

Si presenta alle elezioni con delle liste composte dai frutti dei rastrellamenti nei Circoli Arci della città: cantautrici, attivisti, giannizeri e nani non bastano più.

E dall’alto del suo scranno, anche il fantasma di Maisto ride.

Tommaso Mantovani: 6–

I 5 Stelle si muovono tardissimo e un po’ la pagano come la cicala della nota favola.

E poi dai, non ci credono nemmeno loro, perchè dovremmo crederci noi?

Alberto Bova: voto 9

Mi piace Bova perché è come uno di quei ragazzi che ci prova con tutte le ragazze della discoteca, non ottiene mai nulla, ma continua a farlo.

Abbiamo tutti molto da imparare da lui.

Francesco Rendine: voto 3

Presenza ossessiva su ogni bus, cartello, finestra, buchetta e chi più ne ha più ne metta.

Stacci meno addosso, Francè.

Inoltre, non so quanto abbia speso per tutta questa cartellonistica, ma considerati i 722 voti totali ottenuti, probabilmente ogni voto gli è costato qualcosa come 113 euro.
La prossima volta meglio comprarli dalla camorra o da qualche altro ente più organizzato.

Andrea Firrincieli: voto 10

Bellissimo il duello in coda tra lui e Giorgio Massini a colpi di zero virgola percento, una sfida epica che ci ricorda gli scontri tra altri dimenticati come Crilin e i Saybaman.

Un tenzone molto più appassionante del combattimento di quel comunista di Goku contro la potenza democristiana di Vegeta.

Eroe Silenzioso, forse anche troppo.

Giorgio Massini: voto ZERO

Chi?

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