Qualche giorno fa sono andata a trovare Tommaso Tunioli, gestore di quello che si preannuncia uno dei luoghi più interessanti e divertenti dell’estate. Di cosa sto parlando? Mi riferisco al Wakegarden, un piccolo angolo immerso nel verde della campagna ferrarese adibito alla pratica di wakeboard e wakeskate. Aperto da aprile, il centro ha già riscosso moltissimo successo e la cosa non può che migliorare con l’arrivo della bella stagione.

Ma facciamo un passo indietro, cosa sono queste discipline dallo strambo nome? Per capire di cosa si tratta veramente questo sport sono andata a trovare Tommaso che mi ha raccontato per filo e per segno in cosa consistono queste discipline e come è nata l’idea di aprire il Wakegarden.

Tommaso, che cos’è esattamente il wakeboard? Tu come ti sei appassionato a questo insolito sport?

Fondamentalmente il wakeboard nasce dalla fusione di sci nautico e snowboard. In Italia si pratica da pochi anni ma sta diventando sempre più popolare. Si viene trainati su una tavola simile a quella usata per lo snowboard da un motoscafo, una moto d’acqua o nel nostro caso in Cable* mentre le mani si mettono su un bilancino. Il Wakeskate, invece, usa tavole leggermente diverse su cui si possono fare diversi trick.

Io ho iniziato a praticarlo nel 2004 al Lago delle Nazioni, da Raffaele Vassalli che in quegli anni gestiva un centro chiamato Wallygator. Ci sono capitato casualmente in realtà, ma poi mi sono innamorato di questo sport. Dà tanto sia dal punto sportivo che da quello umano.

Spiegami in cosa consiste il Wakeboard in Cable, perché è vantaggioso rispetto alle moto d’acqua o ai motoscafi?

Innanzitutto un impianto Cable (come quello della Sesitec che usiamo noi) è a impatto zero, utilizza una serie di carrucole mosse grazie ad un impianto elettrico, quindi il problema dell’inquinamento non si pone. In secondo luogo, è adattissimo per iniziare a praticare questo sport, è molto più semplice rispetto al farsi trainare da una barca, ad esempio. Il cavo è molto lungo, quindi riesce a trainarti molto meglio rispetto ad un mezzo motorizzato. In più il controllo del Cable è affidato ad un operatore che segue l’atleta momento per momento mentre viene trainato e che gli dà indicazioni e consigli ogni volta che torna nei pressi del pontile (starting area).

Foto di Giulio Masieri

Come è nata l’idea di aprire il Wakegarden? 

Mi sono innamorato a tal punto di questo sport da voler trasmettere la mia passione a più gente possibile. Volevo creare un posto adatto ad ospitare questa disciplina che fosse facilmente accessibile per chi abita in città. Il centro, infatti è a 15 minuti da Ferrara e anche chi non è automunito può arrivarci tranquillamente, la corriera si ferma proprio qui davanti.

È adatto a tutti? O bisogna avere una preparazione di qualche tipo?

Ovviamente chi ha fatto snowboard, skateboard o simili è facilitato, ma in acqua bisogna avere una sensibilità diversa, bisogna essere fluidi e capire come stare sulla tavola. Più ci si irrigidisce, più si cade. Però di base è veramente adatto a tutti, la settimana scorsa abbiamo avuto una bambina di 7 anni e una signora di 65 e se la sono cavata alla grande entrambe, devo dire.

Quanto ci avete messo a trovare un posto adatto? È stato difficile?

Eh, decisamente. Come dicevo, volevamo un lago vicino alla città e adatto ad uno sport del genere, raggiungibile dal più ampio target di persone, insomma. Dopo un po’ di ricerche, il laghetto ci è stato dato in comodato d’uso dai proprietari dell’agriturismo Lama di Valle Rosa che sono rimasti affascinati dal progetto e ci hanno aiutato a realizzarlo. L’agriturismo è proprio qui di fianco, mentre noi siamo in Stradone del Gallo al civico 1.

Dopo che Tommaso mi ha spiegato per bene in cosa consiste il wakeboard mi sono piazzata a bordo lago con loro per vedere un po’ come se la cavavano gli atleti. Sono rimasta realmente affascinata dal bellissimo posto, dai colori della natura e delle tavole e dalla gentilezza e preparazione dello staff. I ragazzi in acqua vengono seguiti passo passo da Tommaso e altri membri della crew (ad esempio Giulio, che è anche il fotografo ufficiale del posto che mi ha “prestato” qualcuno dei suoi scatti che trovate qui sotto). Insomma, il Wakegarden ha moltissime potenzialità e i ragazzi che ci sono dietro al progetto sono super competenti e disponibili. Non posso non consigliarvi di farci un giro e di provare questo strambo ma divertentissimo sport. Io sicuramente a breve ci farò un altro salto e vi riporterò l’esperienza in prima persona, intanto vi posto il bellissimo video di presentazione del Wake. Non vi resta che provare!

VIDEO

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