Ormai è un dato di fatto. Le Fake News sono come il vento: crescono silenti e costanti, un attimo ti affacci dalla finestra e l’attimo dopo vedi lo stendino accogliere l’invitante richiesta di volare via. 

Sono incontrollabili. Vanno più veloci delle notizie vere, spesso in difficoltà perché meno interessanti, meno sexy. Obiettivamente: a chi interessa una notizia vera dove non si può fare polemica? 

Qualcuno è a conoscenza del potenziale di questa reazione umana, dell’indole di diffondere sugli altri la propria idea, come per scaricarla, come per condividerla. Tra politici ci sono lupi che creano venti artificiali sempre più forti in base alla resistenza della casa dei porcellini. Il lupo soffia e soffia finché la notizia non vola e distrugge tutto quello che di vero trova. 

Io e tu, caro lettore, abbiamo un ruolo. Siamo dei diffusori. Le notizie non hanno le gambe. Corrono sulle nostre gambe e home, incentivate dai click e dalla condivisione. C’è chi si preoccupa della fonte e chi no, e a volte si trova a dover dare giustificazioni improvvisate a qualche amico un po’ troppo invadente e poco convinto di quella versione dei fatti. 

Tutti siamo reporter, ma nessuno lo è. 

Noi che ruolo abbiamo? Più che il ruolo abbiamo responsabilità di limitarlo. Non tutto ciò che compare sulla home è oro che luccica, e bisogna sforzarsi di essere sempre maliziosi. A meno che davanti non abbiamo The Lancet o Science, due dei magazine di scienza e medicina più autorevoli al mondo, chiedetevi sempre se quello che state leggendo è verificato oppure no. 

Certo l’elenco dei giornali e magazine che noi reputiamo autorevoli è abbastanza corposa, e reputiamo che ognuno di loro abbia a sua volta un team interno che filtra già a monte l’eventuale bufala. A volta scappa, tutti siamo umani e quando l’adrenalina sale la prima cosa che vuoi fare è pubblicare quella news prima degli altri.

Questo TEDEd della durata di 4 minuti spiega come selezionare una news.

A proposito di TED, qualche mese fa abbiamo partecipato come partner alla prima edizione del TEDxFerrara dove abbiamo assistito al talk di Gianluca Busi “Digital killed the radio star” che parlava dei vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. Tra questi c’è la radio: come ha fatto la Radio a sopravvivere per tutti questi anni nonostante l’alternativa sempre più agguerrita dei Social Network; bolle di sapone che ci dicono e mostrano solo quelle che ci piace? Non dimentichiamo che l’unico obiettivo di Facebook è di farci interagire. Anything else

Una gran parte di noi vogliono informarsi, rimanere al passo, ascoltare esperti e persone autorevoli che ci spiegano la realtà dei fatti, che ci dicono cosa fare e come comportarci. Abbiamo paura di rimanere indietro, di essere gli ultimi ad aver letto la notizia.

Calma.

Preferiamo essere veramente i primi degli stupidi che condividono notizie false o decontestualizzate?

Tra le cose, onde evitare di scaricare App su App e appesantire come un macigno lo smartphone che non vede l’ora di cadere nell’oblio dell’obsolescenza programmata, potete scaricare l’applicazione Fm-World. La piattaforma è diventata un punto di riferimento della radio nazionale e ha come capo redattore un nostro conterraneo e caro amico Nicola Franceschini. Dentro FM-World è possibile ascoltare la trasmissione e la stazione preferita senza doverla cercare, scaricare o andare sul tetto ad aggiustare l’antenna.

Che nel frattempo si è scollegata a causa del vento. 

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